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3 Aprile 2026
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Lo strapotere dei Gallace, il controllo dei porti e il rischio di faide interne rivelati dal pentito Pasquino alla Dda

Il collaboratore di giustizia traccia gli obiettivi della cosca nella sua perseverante e febbrile ricerca di ingenti partite di droga, che la rendono una ‘ndrina autonoma nel traffico internazionale

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Dal controllo dei porti, allo strapotere dei Gallace nello smercio di droga, al rischio di faide interne. Il collaboratore di giustizia Vincenzo Pasquino, finito nell’inchiesta della Dda, nome in codice Kleopatra, che ha portato a nove arresti e a 50 indagati a piede libero, in alcuni interrogatori resi alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e datati 2024 traccia gli obiettivi della cosca nella sua perseverante e febbrile ricerca di ingenti partite di droga, che la rendono una ‘ndrina autonoma nel traffico internazionale di stupefacenti, delineandone ruoli e organigramma.

Sottoposto a riconoscimento fotografico individua Giuseppe Vitale, alias il Tirchio, definendolo una figura centrale oltre a quella del boss Cosimo Damiano Gallace, accennando agli incontri avuti a Isca con lo stesso Vitale e Ivano Piperissa nell’estate 2017: “Sono stato mandato in Brasile da loro per i propri interessi, poi per tutti quelli di Guardavalle. Ero il referente per le importazioni di droga dal Brasile destinate a Gioia Tauro. Loro due non mi lasciavano tanto parlare con gli altri del gruppo, poiché non volevano che si disvelassero i prezzi ed i costi delle operazioni”, aggiungendo su Piperissa, uomo di ‘ndrangheta dei Gallace, che era deputato a risolvere importanti problemi di narcotraffico uno dei presenti ai summit del 2017 che precedevano l’invio di Pasquino in Brasile, a Nettuno e in Calabria per organizzare i traffici di droga.

Il matrimonio che suggella l’ingresso nella famiglia di ‘ndrangheta  

 Riconosce in foto Cesare Antonio Arcorace, detto Kleopatra, che ha fatto il suo ingresso nella famiglia di ‘ndrangheta di Guardavalle sposando una Vitale, inserendosi sin dal 2014 nel traffico di stupefacenti con i Guardavalloti, effettuando trasporti in Europa, dall’ Olanda alla Germania e poi per intercessione dello stesso Pasquino, coinvolto nel 2020 nel narcotraffico internazionale anche in Brasile: “Nel periodo in cui cominciarono attriti tra i gruppi criminali dediti al narcotraffico, per acquistare credibilità  cominciai a portare gente come Cleopatra”. Il collaboratore di giustizia Pasquino precisa che il gruppo di Cosimo Damiano Gallace che si occupa di droga è formato, anche da Vetrano, i fratelli Chiefari, Alessandro Menniti fratellastro dei Vitale, Bruno Vitale, Vincenzo Vitale, Francesco Riitano, con il suo nikname plein o Givenchi, Giuseppe Bava, inteso “Peppe a Gatta”, Domenico Vitale “U gemello” 57 anni, il nipote Domenico Vitale, di 49 anni detto Tigre. “In questa famiglia sono tutti attivi nella droga, poi rinvestono in altre attività ma il loro business principale è la droga”. 

Il gestore di una discoteca che semina terrore

Il pentito fornisce nome e cognome di un parente di Domenico Vitale, gestore di  una discoteca: “E’ sempre con Cosimo Gallace. Fa traffici e fa parte della locale di Guardavalle. Cammina sempre con lui. La sua è una famiglia forte, è un violento, se lo spagnano tutti. Francesco Riitano ha il terrore di lui. Fa estorsioni, ha fatto scappare anche i Santolucoti dalla discoteca…  Quando hanno saputo che dietro la discoteca c’era lui mi hanno fatto più casini”. 

Il controllo dei porti 

Pasquino riferisce che i Gallace sono i più forti nel traffico di droga e riescono a controllare numerosi porti in Italia, in Europa e in Africa: “Cosimo e Bruno Gallace avevano legami molto forti nei porti di Anversa, Rootterdam, Valentia, Napoli, Livorno Genova. Hanno le loro squadre che lavorano nei porti. Addirittura hanno uomini anche in porti in Africa. I Gallace sono una famiglia veramente forte a livello di narcotraffico. In particolare Pinuccio Vitale, Francesco Riitano , Bruno Gallace e Francesco Glati sono quelli che hanno i contatti diretti nei porti”. 

Il pericolo di faide

 C’è una parte inquietante nell’interrogatorio reso il 23 maggio 2024 alla Dda, che fa esplicito riferimento a guerre intestine: “Prima o poi si scontreranno le due famiglie Vitale Manganari e i Gallace per via di Bruno Gallace, Francesco Riitano e Pinuccio Vitale. Appena scopriranno quello che c’è dietro la mia collaborazione scoppierà una faida. Già Bruno Gallace aveva detto che avrebbe fatto suonare le campane della chiesa sia per Pinuccio che per Francesco Riitano”, alludendo probabilmente al fatto che entrambi agivano spesso non in nome del clan, in base ai propri interessi. 

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