La Procura federale del Belgio apre un nuovo fronte nell’inchiesta sullo scandalo “Huaweigate”, il presunto sistema di mazzette legate alla multinazionale cinese Huawei per influenzare le decisioni delle istituzioni europee.
Come ricostruito da Il Fatto Quotidiano, tra gli indagati compare ora Andrea Maellare, assistente parlamentare dell’eurodeputato di Forza Italia Fulvio Martusciello. Nei confronti del trentenne calabrese è stato notificato un invito a comparire davanti alla polizia federale belga, dove martedì mattina sarà interrogato in qualità di sospettato.
Chi è Andrea Maellare: da Forza Italia Giovani all’Europarlamento
Originario di Soverato, in provincia di Catanzaro, Andrea Maellare ha costruito la sua carriera politica all’interno di Forza Italia Giovani, dove è arrivato a ricoprire il ruolo di coordinatore regionale e vice delegato nazionale. Il suo percorso lo ha portato a entrare in contatto con diversi esponenti di primo piano del partito, tra cui Silvio Berlusconi, l’attuale segretario nazionale e ministro degli Esteri Antonio Tajani e i vertici calabresi della formazione politica.
Nel 2019 Maellare ha iniziato a collaborare con l’eurodeputato Fulvio Martusciello come stagista. Dopo appena sette mesi di stage, nel 2020, a soli 24 anni, è diventato il più giovane assistente parlamentare del Parlamento europeo.
Le accuse: corruzione, riciclaggio e falsificazione di atti
Secondo l’atto notificato dalle autorità belghe, Maellare è indagato per associazione a delinquere, corruzione pubblica, falsificazione di documenti, utilizzo di atti falsi e riciclaggio di denaro. Al momento l’assistente parlamentare non è stato arrestato ed è a piede libero, ma nell’avviso ricevuto si precisa che la situazione potrebbe cambiare dopo l’interrogatorio. La stessa autorità giudiziaria belga avverte infatti che, nel corso delle indagini, il pubblico ministero potrebbe disporre anche l’arresto, qualora emergano elementi più gravi.
Lo scandalo Huawei e il presunto sistema di mazzette
Lo scandalo “Huaweigate” è esploso lo scorso anno dopo una serie di perquisizioni e blitz coordinati dalla Procura federale belga con il coinvolgimento delle autorità di Belgio, Francia e Portogallo. Secondo gli inquirenti, alcuni lobbisti legati alla società Huawei avrebbero distribuito compensi e tangenti a assistenti parlamentari e eurodeputati per influenzare le decisioni politiche sull’esclusione delle aziende cinesi dai progetti europei legati alla rete 5G.
Tra gli atti dell’indagine figurerebbero messaggi, documenti e bonifici bancari che ricostruirebbero il presunto flusso di denaro, transitato attraverso società con sede in Belgio e nel Regno Unito prima di arrivare ai destinatari.
Un altro assistente già coinvolto nell’inchiesta
Quello di Andrea Maellare non sarebbe il primo nome collegato all’eurodeputato Fulvio Martusciello finito nell’inchiesta. Nel marzo 2025, infatti, la Procura belga aveva emesso un mandato di arresto europeo nei confronti di Lucia Luciana Simeone, altra assistente parlamentare dello stesso eurodeputato, accusata di associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio.
Dopo alcuni giorni trascorsi nel carcere di Secondigliano, Simeone era stata posta agli arresti domiciliari, mentre successivamente il mandato di arresto europeo era stato revocato dopo la disponibilità a collaborare con gli inquirenti. Ora l’inchiesta si arricchisce di un nuovo capitolo con l’interrogatorio di Andrea Maellare, che potrebbe fornire ulteriori elementi su uno dei casi di presunta corruzione politica più delicati degli ultimi anni a Bruxelles.









