× Sponsor
5 Febbraio 2026
6.9 C
Calabria
spot_img

Assalti esplosivi ai bancomat anche in Calabria, smantellata la banda della “marmotta”: cinque fermati (NOMI)

I carabinieri del Nucleo investigativo di Taranto bloccano una banda ritenuta responsabile di una serie di colpi con tecnica esplosiva. Indagini collegate a oltre 17 episodi. In Calabria episodi nel Cosentino e nel Catanzarese

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Una sequenza di assalti ai bancomat consumati tra novembre e i primi giorni di febbraio ha acceso i riflettori su un gruppo di presunti malviventi che avrebbe agito in tempi rapidi e su territori distanti tra loro. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto hanno eseguito nella serata di giovedì 4 febbraio 2026 cinque fermi di indiziato di delitto nei confronti di persone ritenute appartenere a quella che viene definita la banda specializzata nei colpi con la cosiddetta tecnica della “marmotta”.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli assalti, almeno 17 episodi contestati tra Sud e Centro Italia, si sono concentrati in differenti province, tra cui Taranto, Matera, Campania e Lazio, collegando una lunga scia di esplosioni che hanno preso di mira sportelli automatici di diversi istituti di credito. In Calabria aveva colpito più volte nel Cosentino e due nel Catanzarese, con gli assalti agli Atm di Vallefiorita e Decollatura.

La tecnica della “marmotta” e i colpi contestati

Il modus operandi attribuito al gruppo era sempre lo stesso: dopo aver fatto brillare lo sportello con cariche esplosive, i malviventi avrebbero asportato il denaro rimasto integro, non macchiato dall’inchiostro dei sistemi di sicurezza degli ATM.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Taranto, affondano le radici in un primo episodio registrato il 15 novembre 2025 a Montemesola, quando era stata fatta esplodere una cassa automatica, e si estendono fino alla notte tra il 2 e il 3 febbraio 2026 a Santa Margherita di Savoia.

Il bottino complessivo degli assalti è stato stimato in circa 170mila euro, somma che ha contribuito a far emergere la portata del fenomeno e la rete d’azione dei presunti responsabili.

I fermati e le misure cautelari

Tra gli indagati finiti sotto la lente dei militari dell’Arma spicca la figura individuata come presunta mente dell’organizzazione, il 46enne barese Cataldo Bartolo, la cui posizione ha portato alla custodia in carcere.

Agli arresti domiciliari, sempre su disposizione del gip e nell’ambito dei provvedimenti eseguiti nella serata di ieri, sono stati condotti Alessandro Longo, 28 anni, Valentino Intini, 21 anni, Rocco Fronza, 20 anni e Simone Vinella, 20 anni.

Al momento, come precisano fonti investigative, i provvedimenti di fermo sono al vaglio del giudice per le indagini preliminari (gip), che dovrà valutarne la convalida.

Percorso d’indagine e territorio

L’inchiesta, frutto di un lavoro coordinato e articolato da parte dei Carabinieri ionici, ha cominciato a prendere forma con l’analisi di episodi esplosivi avvenuti in diversi comuni e ha esteso i suoi riscontri anche ad assalti contestati in province confinanti. Secondo fonti locali, parte degli episodi riconducibili al medesimo filone investigativo ha visto colpi messi a segno tra Taranto e Matera, con la banda ritenuta attiva anche in altre aree geografiche.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE