È stata archiviata per la quarta volta l’inchiesta sulla morte di Maria Teresa “Sissy” Trovato Mazza, l’agente penitenziaria originaria di Taurianova, in Calabria. La decisione è arrivata il 7 aprile, quando il Gup di Venezia, Lea Acampora, ha disposto la chiusura del fascicolo per l’ipotesi di istigazione al suicidio. Una scelta che riaccende il dolore e la rabbia della famiglia, che da anni si oppone a ogni tentativo di archiviazione. “Non ci fermeremo, Sissy non si è tolta la vita”, ribadiscono i legali dei familiari.
Il giorno della tragedia
Il caso risale al 1° novembre 2016, quando la giovane agente, in servizio presso il carcere femminile della Giudecca, si trovava all’ospedale Civile di Venezia per accompagnare una detenuta.
Dopo un’attesa nei corridoi, il dramma: una donna – mai identificata – la trovò esanime in un ascensore, con una ferita da arma da fuoco alla testa e la pistola accanto. Sissy entrò in coma e morì il 12 gennaio 2019, senza mai riprendere conoscenza.
I dubbi mai chiariti
Fin dall’inizio, la ricostruzione ufficiale non ha convinto i familiari. Troppi, secondo loro, i “vuoti investigativi”: il cellulare della vittima, ritrovato solo il giorno dopo nel suo armadietto; la presunta cancellazione di migliaia di file dal dispositivo; la richiesta di un nuovo esame balistico, mai accolta. Tutte istanze rigettate dagli inquirenti, che hanno confermato l’impianto accusatorio senza disporre ulteriori approfondimenti.
La battaglia della famiglia
“Vogliamo la verità, non una verità comoda”, insistono i familiari, che annunciano nuovi passi per riaprire il caso. Per loro, la pista del suicidio resta inaccettabile. Dalla Calabria, terra d’origine della giovane agente, il caso continua a suscitare attenzione e interrogativi, diventando simbolo di una battaglia più ampia per trasparenza e giustizia.
Un caso ancora aperto nell’opinione pubblica
Nonostante le archiviazioni giudiziarie, la vicenda di Sissy Trovato Mazza resta aperta nel dibattito pubblico. Un intreccio di domande senza risposta che continua a pesare come un’ombra tra Venezia e la Calabria.








