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18 Marzo 2026
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Calabria
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Bimbo morto dopo trapianto, medico calabrese indagato anche per falso: si aggrava l’inchiesta

Nel registro degli indagati il chirurgo cosentino Guido Oppido: sotto accusa le incongruenze nella cartella clinica del piccolo Domenico Caliendo. La Procura chiede la sospensione

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Si complica il quadro giudiziario attorno alla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non riuscito. Nell’ambito dell’indagine per omicidio colposo, la Procura ha deciso di ampliare il perimetro delle accuse, introducendo nuove ipotesi di reato a carico di alcuni dei medici coinvolti.

In particolare, due dei sette professionisti già iscritti nel registro degli indagati dovranno ora rispondere anche di falso in atto pubblico, alla luce di elementi emersi nel corso degli accertamenti.

Nel mirino la cartella clinica

Le nuove contestazioni riguardano i chirurghi Guido Oppido, originario di Cosenza, ed Emma Bergonzoni. Secondo gli inquirenti, alcune incongruenze emerse nella cartella clinica del piccolo paziente avrebbero reso necessario l’aggravamento delle accuse.

Parallelamente, la Procura di Napoli ha avanzato richiesta di misura interdittiva nei confronti dei due medici, chiedendo la sospensione dall’esercizio della professione.

Le criticità emerse nell’ispezione regionale

Sul caso è intervenuta anche la Regione Campania, che nei giorni scorsi ha reso noti gli esiti di un’istruttoria interna. Dall’analisi sarebbe emerso un quadro organizzativo particolarmente critico all’interno della struttura sanitaria.

Tra le principali problematiche segnalate figurano protocolli non aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi, il mancato utilizzo di dispositivi disponibili, una formazione ritenuta inadeguata e un clima interno già compromesso prima del tragico intervento del dicembre 2025. A ciò si aggiungerebbero ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie competenti.

Ispezione straordinaria sull’ospedale

Alla luce di questi elementi, è stata disposta la riattivazione del Servizio ispettivo sanitario regionale, con l’avvio di una verifica straordinaria sull’Aorn dei Colli, di cui fa parte l’ospedale Monaldi.

L’attività ispettiva, che potrà avvalersi anche di esperti esterni, avrà il compito di accertare eventuali responsabilità organizzative e verificare se le condizioni che hanno portato al decesso del bambino fossero già note o prevedibili, oltre a stabilire se siano state adottate tutte le misure necessarie per evitarlo.

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