11 Agosto 2026
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Morte di Antonio Perrotta, gli investigatori stringono il cerchio: già ascoltati i testimoni del pestaggio a Sangineto

Polizia e carabinieri hanno sentito alcune delle persone presenti nella notte dell’aggressione. Al setaccio anche le telecamere: si cerca di identificare chi ha partecipato al pestaggio. La Procura di Paola indaga per omicidio

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L’indagine sulla morte di Antonio Perrotta, 34 anni, entra nella fase degli accertamenti sulle persone che quella notte si trovavano nella zona della discoteca di Sangineto, nel Cosentino.

Gli investigatori di Polizia e carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Paola, stanno raccogliendo le testimonianze di chi potrebbe aver assistito all’aggressione o essere in grado di fornire elementi utili alla ricostruzione dei fatti. L’obiettivo è mettere in ordine la sequenza degli eventi e arrivare a identificare gli autori del pestaggio.

Parallelamente vengono esaminate le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nell’area. Un passaggio ritenuto importante per verificare gli spostamenti delle persone coinvolte e chiarire cosa sia accaduto prima, durante e dopo l’aggressione.

Il punto dell’aggressione ancora da chiarire

Resta da definire con precisione anche il luogo in cui Perrotta sarebbe stato aggredito. L’ipotesi iniziale colloca il pestaggio all’esterno del locale, ma gli accertamenti devono stabilire se la violenza sia avvenuta nei parcheggi della discoteca oppure in un’altra zona nelle immediate vicinanze.

Si tratta di un’area nella quale sono presenti abitazioni private e terreni agricoli. Per questo, l’esame delle immagini e le dichiarazioni delle persone presenti potrebbero risultare determinanti per delimitare il luogo dell’aggressione e ricostruire gli spostamenti successivi.

Più persone coinvolte, accertamenti in corso

Secondo una prima ricostruzione investigativa, al pestaggio avrebbero partecipato più persone, anche appartenenti a fasce d’età differenti. Gli inquirenti stanno ora cercando di stabilire quale sia stato il ruolo di ciascuno e quali circostanze abbiano preceduto e accompagnato l’aggressione.

Si tratta di accertamenti ancora in corso e, allo stato delle informazioni disponibili, non risultano responsabilità giudizialmente accertate nei confronti di singoli soggetti.

Dal ricovero alla morte

Dopo l’aggressione, Perrotta era stato trasportato all’ospedale di Cetraro, dove aveva ricevuto le prime cure. Successivamente le sue condizioni avevano reso necessario il trasferimento nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cosenza.

È lì che il 34enne è morto a seguito delle conseguenze delle lesioni riportate.

La morte ha fatto scattare l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Paola, con l’ipotesi di reato di omicidio. La qualificazione giuridica resta naturalmente nell’ambito delle indagini e dovrà essere valutata alla luce degli elementi che emergeranno dagli accertamenti.

L’autopsia attesa dagli inquirenti

Tra gli atti che potranno contribuire a chiarire la dinamica c’è anche l’autopsia, della quale si attende la disposizione. L’esame medico-legale potrà fornire elementi sulle cause del decesso e sulla natura e gravità delle lesioni subite da Perrotta.

Nel frattempo, l’inchiesta procede su più fronti: da una parte le testimonianze, dall’altra l’analisi delle immagini delle telecamere e la ricostruzione del luogo e della dinamica dell’aggressione.

Saranno questi accertamenti, insieme agli eventuali ulteriori elementi acquisiti dalla Procura, a determinare il quadro complessivo della vicenda.

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