7 Ottobre 2026
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Morto schiacciato da una lastra di cemento nel Cosentino, il dolore dei familiari: “Vogliamo giustizia”

Sit-in a Castrovillari per l'udienza preliminare sulla tragedia del cantiere di Frascineto. La Fillea Cgil ammessa come parte civile nel procedimento per la morte di Edison Malaj

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A distanza di anni da quella drammatica giornata che ha spezzato una vita in un cantiere edile, la famiglia di Edison Malaj continua a chiedere verità e risposte nelle aule di giustizia. I parenti dell’operaio morto il 16 febbraio 2014 a Frascineto, rimasto schiacciato da una lastra di cemento caduta da una gru, hanno partecipato a un partecipato sit-in promosso dalla Fillea Cgil davanti al palazzo di Giustizia di Castrovillari, in concomitanza con l’udienza preliminare davanti alla Gup Carmen Lodovica Bruno.
Il dolore e la determinazione della famiglia sono rispecchiati dalle parole della figlia Sara, presente insieme alla madre Silvana e al fratello Gabriele: “Siamo qui con la speranza di avere finalmente giustizia, una giustizia che in più di trenta mesi non abbiamo ancora avuto. Siamo qui per lottare e far sì che quello che è successo a mio padre non accada mai più a nessun altro. Questa tragedia ha sconvolto completamente la nostra esistenza, ma abbiamo scelto di raccogliere tutte le nostre forze per lottare. Il cambiamento è possibile, ma deve partire da chi ci crede davvero. Ringraziamo la Fillea Cgil per esserci sempre stata a fianco: noi ci crediamo e non vogliamo essere lasciati soli. Purtroppo è rimasto vittima di un sistema spietato che ogni giorno miete un numero inaccettabile di vite”.

La battaglia del sindacato e l’istanza per le vittime del dovere

Al fianco dei familiari si sono schierati con forza i rappresentanti sindacali della categoria, sottolineando l’importanza di supportare chi subisce lutti drammatici sui luoghi di lavoro.
Giuseppe De Lorenzo, segretario generale della Fillea Cgil provinciale Cosenza-Pollino, ha rimarcato l’impegno costante dell’organizzazione: “Siamo qui per supportare la famiglia nel seguire un procedimento che ancora muove i primi passi. Assistere le famiglie delle vittime è per noi un compito e un dovere preciso. Vogliamo che questo diritto venga esteso a tutti: chi muore lavorando deve essere riconosciuto a tutti gli effetti come vittima del dovere. È necessario mettere le famiglie nelle condizioni di affrontare i processi senza l’incubo dei costi legali, estendendo le garanzie del gratuito patrocinio”.
Nel corso dell’udienza, la Gup ha sciolto le prime riserve formali ammettendo la costituzione di parte civile della Fillea Cgil, rappresentata dall’avvocato Antonio Formisano del foro di Roma. Il giudice si è poi riservato la decisione in merito alla richiesta di rinvio a giudizio per i soggetti coinvolti nella vicenda.

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