15 Agosto 2026
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Moto d’acqua a tutta velocità vicino ai bagnanti a Isola Capo Rizzuto: sei denunciati e quattro mezzi sequestrati

I controlli a Isola di Capo Rizzuto dopo le segnalazioni dei cittadini. Sotto sequestro tre moto d’acqua e un gommone: contestate anche resistenza e offese ai militari

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Moto d’acqua e natanti a motore avrebbero navigato, sostato e ormeggiato a pochi metri dalla costa, all’interno delle zone riservate alla balneazione e nello specchio di mare sottoposto alla tutela dell’Area marina protetta di Capo Rizzuto. In alcuni casi sarebbero state effettuate anche manovre ad alta velocità vicino ai bagnanti, mettendo a rischio la sicurezza delle persone presenti in acqua.

È quanto emerso dai controlli condotti dai Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, con il contributo della Capitaneria di porto–Guardia costiera di Crotone. Sei persone, di età compresa tra i 26 e i 43 anni, sono state denunciate. La Procura di Crotone ha inoltre disposto il sequestro preventivo d’urgenza di tre moto d’acqua e di un gommone.

Le segnalazioni dei cittadini e gli appostamenti

L’attività investigativa è partita dopo diverse segnalazioni dei cittadini sulla presenza sistematica di moto d’acqua e altri natanti a motore nelle aree destinate ai bagnanti. I militari hanno quindi avviato una serie di servizi di osservazione e controllo lungo il litorale.

Gli accertamenti, svolti in particolare nelle giornate del 12 luglio e del 2 agosto 2026, avrebbero documentato la navigazione e lo stazionamento dei mezzi nelle immediate vicinanze della costa, anche all’interno dell’area sottoposta allo speciale regime di protezione ambientale. Secondo la ricostruzione investigativa, non si sarebbe trattato soltanto di un rapido attraversamento dello specchio d’acqua: alcuni mezzi avrebbero navigato a motore sotto costa, sostando e ormeggiando in zone nelle quali queste attività sono vietate o fortemente limitate.

Manovre pericolose vicino alle persone in acqua

Particolare preoccupazione avrebbero destato alcune manovre effettuate a velocità sostenuta in prossimità dei bagnanti. Condotte ritenute potenzialmente pericolose per l’incolumità delle persone e incompatibili con le prescrizioni previste per la tutela dell’ecosistema marino. Alle sei persone coinvolte vengono contestate, a vario titolo, presunte violazioni delle norme sulla sicurezza della navigazione e delle disposizioni poste a protezione delle aree naturali. Le condotte avrebbero violato anche le ordinanze della Capitaneria di porto di Crotone che regolano la navigazione, la sosta e l’ormeggio delle unità a motore nelle zone riservate alla balneazione.

Resistenza e atteggiamenti intimidatori durante i controlli

Nel corso degli accertamenti sarebbero emersi anche distinti episodi di resistenza e atteggiamenti intimidatori nei confronti degli operatori, oltre a espressioni ritenute offensive dell’onore e del prestigio dei militari impegnati nei controlli. Per questi fatti sono state formulate ulteriori contestazioni, tra cui quelle relative alla violenza o minaccia a pubblico ufficiale e all’oltraggio a pubblico ufficiale. Le violazioni documentate, inoltre, non sarebbero state occasionali: condotte analoghe sarebbero state riscontrate in più giornate e, in alcuni casi, anche dopo precedenti richiami al rispetto delle regole.

Sequestrate tre moto d’acqua e un gommone

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal procuratore Domenico Guarascio, ha disposto il 13 agosto il sequestro preventivo d’urgenza di tre moto d’acqua e di un gommone. Il procedimento è seguito dal sostituto procuratore Matteo Staccini, mentre l’esecuzione del provvedimento è stata affidata ai Carabinieri di Isola di Capo Rizzuto.

L’operazione rientra nel dispositivo straordinario predisposto per il Ferragosto dalla Prefettura di Crotone, guidata dal prefetto Franca Ferraro, per rafforzare i controlli nelle località turistiche, lungo le spiagge e nelle zone sottoposte a particolare tutela ambientale. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere definitivamente accertate con una sentenza irrevocabile di condanna.

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