Le droghe sintetiche rappresentano una delle principali minacce emergenti nel panorama del narcotraffico europeo. A lanciare l’allarme è stato John Lucas, procuratore generale dei Paesi Bassi, durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Chiara Colosimo.
“Restiamo tra i primi al mondo come produttori di droghe sintetiche, con un fatturato annuo di 19 miliardi di euro, ma i laboratori di produzione si stanno spostando verso altri Paesi europei dove i controlli sono meno accurati e le normative meno rigorose”, ha spiegato Lucas.
Secondo il magistrato, il fenomeno è alimentato soprattutto dalle “designer drug”, sostanze create chimicamente per aggirare le normative sulle droghe illegali e sfuggire alle classificazioni ufficiali.
“Se ne producono moltissime, e sempre di nuove. Concentriamo i nostri sforzi su precursori e siti di produzione, ma emergono continuamente varianti che magari non sono ancora perseguibili. Il rischio è di arrivare sistematicamente in ritardo”, ha aggiunto.
Il nodo dei proventi del narcotraffico
Un altro aspetto critico riguarda la tracciabilità dei profitti del traffico di droga.
“Oltre il 98% dei proventi del narcotraffico resta non tracciato – ha avvertito Lucas –. Si tratta di cifre enormi che i network criminali riescono a nascondere con sistemi sempre più sofisticati”.
Tra gli strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali figurano criptovalute, sistemi di pagamento digitali e piattaforme di comunicazione criptate, difficili da intercettare dalle autorità.
Il modello del “crime as a service”
Secondo il procuratore olandese, sta emergendo anche un modello organizzativo sempre più diffuso nel mondo criminale: il “crime as a service”.
Si tratta di sottoreti criminali specializzate che offrono servizi – come logistica, comunicazioni criptate o riciclaggio – ad altre organizzazioni criminali. Un sistema che consente ai gruppi di collaborare in maniera flessibile e che coinvolge un numero crescente di giovani utilizzati come manovalanza.
I rapporti con la ’ndrangheta e i traffici verso l’Italia
Nel corso dell’audizione è stato affrontato anche il tema dei rapporti tra le organizzazioni criminali olandesi e quelle italiane.
“La Mocromafia sfrutta ogni opportunità e utilizza anche le linee che collegano Paesi Bassi e Italia, soprattutto per il trasporto di cocaina“, ha spiegato Lucas.
Il procuratore ha tuttavia precisato che non si tratta necessariamente di alleanze strutturate: “Non parlerei tanto di legami stabili con ’ndrangheta e mafia, ma piuttosto dell’utilizzo di partner criminali a seconda delle necessità del momento“.









