Arrivano due condanne nel processo di secondo grado per la sparatoria avvenuta a Sorianello, nel Vibonese, la sera di Natale del 2023. La Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Giancarlo Bianchi, ha rideterminato le pene nei confronti di Nazzareno Salvatore Emanuele, 21 anni, di Ariola di Gerocarne, e di Michele Idà, 29 anni, di Gerocarne.
Per il primo è stata stabilita una condanna a 3 anni e 2 mesi, rispetto ai 3 anni e 8 mesi inflitti in primo grado al termine del rito abbreviato. Per il secondo, invece, la pena è stata fissata in 2 anni e 8 mesi, rispetto ai 3 anni decisi in primo grado.
Gli imputati e la posizione processuale
Nazzareno Salvatore Emanuele era difeso dagli avvocati Giuseppe Orecchio e Vincenzo Cicino, mentre Michele Idà era assistito dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Giuseppe Orecchio. Entrambi risultano attualmente sottoposti alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Gerocarne.
Per la stessa vicenda è invece già diventata definitiva la condanna nei confronti di Giuliano Nardo, 22 anni, di Sorianello, che ha scelto di patteggiare la pena ottenendo 2 anni, 5 mesi e 20 giorni, con sospensione condizionale.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, tutto sarebbe partito da una lite avvenuta in un bar. Successivamente, nella notte, gli imputati avrebbero raggiunto l’abitazione del giovane argentino coinvolto nella vicenda, sfondando la porta d’ingresso con un tronco di legno. Una volta entrati in casa, avrebbero fatto irruzione armati di ascia e pistola semiautomatica. Nel corso dell’azione sarebbero stati esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco, uno dei quali avrebbe raggiunto la vittima al polpaccio, rendendo necessario il trasferimento in ospedale a Vibo Valentia.
I reati contestati
Nel procedimento vengono contestati, a vario titolo, reati particolarmente gravi: si va dalle lesioni personali aggravate al porto e detenzione illegale di arma da fuoco, passando per esplosione di colpi d’arma da fuoco, ricettazione, violazione di domicilio e danneggiamento. Un impianto accusatorio pesante, che gli investigatori hanno ricostruito anche grazie a una serie di elementi ritenuti significativi ai fini dell’inchiesta.
Intercettazioni e videosorveglianza decisive nelle indagini
Tra gli elementi che hanno supportato il lavoro investigativo figurano le intercettazioni telefoniche e le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Proprio questi accertamenti avrebbero consentito agli inquirenti di ricostruire con maggiore precisione le fasi dell’episodio e i presunti ruoli dei soggetti coinvolti nella spedizione punitiva maturata, secondo l’accusa, dopo il diverbio iniziale.









