Condanne da venti anni a un anno e sei mesi di reclusione per quasi tre secoli di reclusione complessivi sono stati chieste dal pm della distrettuale antimafia di Catanzaro Veronica Calcagno davanti al gup Luca Bonifacio per 24 imputati coinvolti nella duplice organizzazione criminale, l’una operante nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti e l’altra dedita al traffico di armi, con l’aggravante mafiosa, con base operativa nel quartiere Gagliano di Catanzaro, nome in codice Secreta Collis.
Le pene più pesanti a 20 anni di reclusione sono state chieste nei confronti di Domenico Rizza, al vertice del gruppo che avrebbe avuto a disposizione una quantità industriale di mitra, caricatori, pistole, fucili, proiettili, silenziatori, un vero e proprio arsenale nascosto in contrada Cuturella o in luoghi impervi e difficili da raggiungere nella zona Nord-Ovest di Catanzaro, sotterrati all’interno di bidoni e nascosti tra la vegetazione. Chiesti 20 anni anche per il suo braccio destro Marco Riccelli, il figlio di Domenico, Vincenzo Rizza. Sarebbe stato Domenico Rizza a mantenere stretti contatti con le cosche calabresi per la cessione di armi, curandone le trattative per l’acquisto e la vendita, coadiuvato dal suo uomo di fiducia Marco Riccelli e il figlio di Domenico, Vincenzo Rizza, con cui avrebbero deciso gli spostamenti delle armi da un luogo a un altro, mentre Emanuele Le Pera, per il quale il pubblico ministero oggi in aula ha invocato 16 anni, avrebbe assunto il ruolo di partecipe dell’associazione. Armi vendute alle più importanti cosche calabresi, dai Giampà di Lamezia, agli Arena di Isola, ai Mancuso di Limbadi, acquistate dalla ‘ndrangheta per difendersi nel periodo di conflitti tra gruppi e per commettere omicidi. Le attività intercettive e le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia hanno consentito di ricostruire il peso criminale di Domenico Rizza capace di fornire alla ‘ndrangheta armi in maniera trasversale.
Le richieste di pena
Il pubblico ministero Veronica Calcagno ha chiesto per Domenico Rizza, 20 anni; Marco Riccelli, 20 anni; Vincenzo Rizza, 20 anni; Emanuele Le Pera 16 anni; Rosario Caliò 16 anni; Giuseppe Caliò 16 anni; Angelo Posca 12 anni; Massimo Longo 14 anni; Francesco Agostino 13 anni e 4 mesi; Raffaele Iiritano 10 anni; Andrea Caracciolo 13 anni e 4 mesi; Lorenzo Ferraro 8 anni; Vittorio Falvo 8 anni; Antonio Domanico 2 anni; Massimo Cubello 1 anno e 6 mesi; Paolo Mazzoni 1 anni e 6 mesi; Giampaolo Tripodi 12 anni; Lorenzo D’Elia 8 anni; Alessandro Lanzo, 1 anno e 4 mesi; Sergio Rubino 16 anni; Gaetano Muscia 12 anni; Santina Pasqualone 8 anni; Cristian Papasidero, 8 anni, Vittorio Gentile 13 anni e 4 mesi.
Le accuse
Gli imputati devono rispondere a vario titolo associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e associazione finalizzata al traffico di armi con l’aggravante di aver agevolato cosche di ‘ndrangheta, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, detenzione di droga.
Il diritto di difesa
Si ritorna in aula davanti al gup il 9 maggio per l’inizio delle discussioni difensive nel cui collegio compaiono i nomi di Salvatore Staiano, Giuseppe Mussari, Gregorio Viscomi, Nicola Tavano, Antonio Ludovico, Francesco Catanzaro, Daniela Scarfone, Carlo Petitto, Stefano Nimpo, Francesco Severino Gregorio Buccolieri, Francesco Iacopino, Salvatore Iannone, Vitaliano Leone.







