× Sponsor
10 Marzo 2026
8.5 C
Calabria
spot_img

‘Ndrangheta e business dei carburanti, in appello a Catanzaro assolto Solano. Condannato Tedesco (NOMI)

La Corte di appello di Catanzaro nell'ambito del processo Petrolmafie-Dedalo, ha ridotto la pena per i fratelli D'Amico e per la lady del petrolio Bettozzi

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

 Diciotto condanne riformate, quattro confermate, tre condanne ribaltate in assoluzioni e tredici assoluzioni confermate per gli imputati, tra politici e imprenditori, giudicati con rito ordinario, nel processo di appello Petrolmafie- Dedalo, nato da un’inchiesta della Dda di Catanzaro, che mira a far luce sulle attività illecite del clan Mancuso nel florido commercio fraudolento di prodotti petroliferi colpendo gli assetti organizzativi e logistici del sodalizio. I giudici di secondo grado hanno assolto l’ex presidente della Provincia di Vibo e sindaco di Stefanaconi, Salvatore Solano, che in primo grado aveva incassato 1 anno di reclusione, ridimensionata di solo un mese la pena per Francescantonio Tedesco, ex consigliere comunale di Vibo Valentia, considerato vicino agli Anello di Filadelfia, che da 10 anni e un mese passa a 10 anni di reclusione. Sconti di pena anche per i fratelli D’Amico e per la lady petrolio Bettozzi

Le condanne riformate

La Corte di appello di Catanzaro, presidente Roberta Carotenuto, a latere Giovanna Mastroianni e Carmela Tedesco hanno quasi totalmente respinto le richieste di aggravio di pena formulate dalla Dda. In particolare i giudici di secondo grado hanno inflitto ad Anna Bettozzi, 4 anni e 2 mesi (in primo grado 6 anni e 1 mese); Felice D’Agostino, 3 anni e 9 mesi (in primo grado 6 anni e 1 mese); Antonio D’Amico, 15 di reclusione (in primo grado 18 anni, 10 mesi e 15 giorni); Giuseppe D’Amico, 16 anni (in primo grado 30 anni); Virginia Di Cesare, 3 anni e 9 mesi (in primo grado 4 anni e 7 mesi); Giuseppe Fasulo, 3 anni e 3 mesi (in primo grado 5 anni); Sebastiano Foti, 1 anno e 10 mesi (in primo grado 4 anni e 5 mesi); Paolo Lipari, 1 anno e 8 mesi (in primo grado 3 anni e 3 mesi); Silvana Mancuso, 11 anni (in primo grado 12 anni e 2 mesi); Francesco Monteleone, 2 anni (in primo grado 2 anni e 6 mesi); Nazzareno Matina, 1 anno e 8 mesi (in primo grado 2 anni e 10 mesi); Zhelev Petyo Petkov, 1 anno e 8 mesi (in primo grado 3 anni); Antonio Prenesti, 12 anni e 6 mesi (in primo grado 15 anni); Giuseppe Ruccella, 10 anni e 6 mesi (in primo grado 12 anni e 1 mese); Francescantonio Tedesco, 10 anni di reclusione (in primo grado 10 anni e 1 mese);Giuseppe Terranova, 7 anni (in primo grado 12 anni e 9 mesi); Roberto Trovato, 1 anno e 6 mesi (in primo grado 4 anni); Virginia Di Cesare, 3 anni e 9 mesi (in primo grado 4 anni e 7 mesi);

Condanne confermate

I giudici hanno confermato nei confronti di Benedetto Avvinto, la pena a 3 anni e 5 mesi; per Francesco D’Angelo,10 anni; Gennaro Gravino, 3 anni e 10 mesi; Ernesto Tortora, 2 anni e 4 mesi; Rosamaria Pugliese,7 anni.

Le assoluzioni

La Corte di appello ha assolto Carmelo Fabbretti, che in primo grado aveva incassato 2 anni e 2 mesi; Salvino Frazzetto; Cesare Nicola Limardo, in primo grado condanato invece a 3 anni; Emanuela Scevola e Salvatore Solano, nei confronti del quale il Tribunale collegiale di Vibo l’1 dicembre 2023 aveva inflitto un anno di reclusione, pena sospesa. Confermate le assoluzioni di Fernando Assunto Emanuele AberRoberto AguìPietro Bonanno;Vincenzo CampajolaAntonio Angelo Isaia CapriaGaetano Del VecchioAntonio FrancolinoSebastiano Lo Torto

Le accuse

Agli imputati sono contestati a vario titolo l’associazione di stampo mafioso, estorsioni, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche, intestazione fittizia di beni, evasione delle imposte e delle accise anche mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, contraffazione e utilizzazione di documenti di accompagnamento semplificati. Reati aggravati dall’essere stati commessi per agevolare le associazioni ‘ndranghetistiche attive sul territorio calabrese, in particolare, quella dei Mancuso di Limbadi.

Le parti civili costituite

Sono in tutto dodici le parti civili: la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell’interno, l’Agenzia delle dogane, l’Agenzia delle Entrate, la Regione Calabria, l’Associazione Antiracket e Antiusura (assistita dai legali Giovanna Fronte), l’associazione Cooperporo edile, la Provincia di Vibo (avvocato Maria Rosa Pisani), dei Comuni di Vibo Valentia, di Sant’Onofrio (rappresentati entrambi dal legale Maria Antonietta La Monica) e Limbadi (avvocato Giulio Ceravolo), l’imprenditore Filippo Colacchio.

Il collegio difensivo

Tra gli avvocati impegnati in Petrolmafie, compaiono i nomi di Salvatore Staiano, Wanda Bitonte, Lucrezia Staiano, Paride Scinica, Luigi Latino, Eugenio Minniti, Sergio Rotundo, Giuseppe Torchia, Salvatore Sorbilli, Tiziano Saporito, Alessandro Parisi, Alessandro Diddi, Vincenzo Gennaro, Mario Murone, Antonio Ingroia, Saverio Loiero, Vittoria Aversa, Marco Tullio Martino, Salvatore De Bonadies, Giuseppe Monteleone, Ornella Valenti, Francesco Giuseppe Finocchiaro, Marco Esposito, Daniela Garisto, Giovanni Vecchio, Gianfranco Giunta, Vincenzo Ioppoli, Francesco Carioti, Guido Contestabile, Stefano Luciano, Vincenzo Belvedere, Antonio Porcelli e Diego Brancia.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE