1 Settembre 2026
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‘Ndrangheta e droga dal Sud America in Calabria, il verdetto del giudice di Catanzaro: 19 condanne e 9 assolti (NOMI)

Per la Nuova Narcos Europea dei Gallace di Guardavalle e dei Pesce-Bellocco-Molè della Piana di Gioia Tauro la Dda ha invocato in aula la condanna per tutti gli imputati. Regge l'accusa

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Diciannove condanne e nove assoluzioni per un totale di cento anni di reclusione per i 28 imputati, giudicati con rito abbreviato, nell’ambito del processo Nuova Narcos Europea, nato da un’inchiesta congiunta delle Dda di Catanzaro, Firenze, Milano e Reggio Europea contro le ‘ndrine dei Gallace di Guardavalle, dei Pesce-Bellocco- Molè, attive nella piana di Gioia Tauro e che ha portato a novembre 2021 a un centinaio di arresti. Si tratta di un filone di indagine finito inizialmente davanti al gup di Firenze, che su istanza della difesa si era dichiarato incompetente, trasmettendo gli atti alla Procura di Catanzaro, poi la richiesta di rinvio a giudizio, la scelta degli imputati di optare per il rito abbreviato e oggi la sentenza. Tra gli imputati, compaiono i nomi di Francesco Riitano, Antonio Giuseppe Ierace di Guardavalle, che, secondo le ipotesi di accusa, avrebbero svolto il ruolo di committenti, gestendo in Italia dal Sud America, l’importazione della cocaina sulla scorta dei propri contatti con i cartelli Sudamericani, demandando ad Emanuele Fonti, l’attività di coordinamento tra i vari sodali incaricati del recupero della droga. Ma chi è Emanuele Fonti secondo le ipotesi di accusa? Il trait d’union tra le organizzazioni criminali committenti (la cosca di Guardavalle, i Gallace, e la cosca dei Pesce- Bellocco- Molè- operante nella Piana di Gioia Tauro, di cui Rocco Molè, Simone e Domenico Ficarra risulterebbero i referenti) e i numerosi sodali incaricati anche del recupero della droga.

Le condanne 

 Il gup distrettuale del Tribunale di Catanzaro ha condannato Massimo Antonini, 8 anni e 8 mesi di reclusione (il pm in aula ha chiesto 10 anni e 6 mesi di reclusione); Mario Billi, 4 anni e 14mila euro di multa (il pm 10 anni); Nicodemo Francesco Callà, 6 anni (il pm 12 anni); Fabio Cioni, 2 anni, 8 mesi e 12mila euro di multa (il pm 10 anni); Mattia De Rosas,1 anno, 4 mesi e 4mila euro di multa (il pm 8 anni); Robertino Dessì, 6 anni e 18mila euro di multa (il pm 10 anni e 6 mesi); Lucio Falchi, 1 anno, 4 mesi e 4mila euro di multa (il pm 10 anni); Giordano Farioli, 2 anni, 8 mesi e 12mila euro di multa (10 anni e 6mesi); Domenico Ficarra 2 anni e 7 mila euro di multa (il pm 3 anni e 3 mesi); Antonino Fonti, 4 anni e 14mila (il pm 10 anni e 6 mesi); Emanuele Fonti, 10 anni (il pm 20 anni); Giuseppe Antonio Ierace, 4 anni, 8 mesi e 18mila euro (il pm 17 anni e 4 mesi); Rocco Molè, 4 anni e 18mila (il pm 8 anni e 6 mesi); Maria Giuseppina Nieddu, 4 anni e 18mila (il pm 10 anni di reclusione); Mario Palamara, 12 anni e 8 mesi (il pm18 anni); Francesco Riitano, 13 anni e 4 mesi (il pm 20 anni); Andrea Serra, 12 anni (il pm 10 anni); Antonio Talia, 2 anni, 8 mesi e 12mila (il pm 8 anni); Domenico Vitale, 3 anni, 4 mesi e 12mila euro di multa (il pm 10 anni e 6 mesi).

Le assoluzioni 

Il giudice per le udienze preliminari ha invece assolto Carlo Bronzati, (mentre la Dda ha chiesto la condanna a 8 anni); Rosalia Celesti, (il pm 1 anno e 4 mesi); Simone Ficarra (il pm 8 anni); Elisa Fonti, (il pm 1 anno e 4 mesi); Andrea Frascà, (il pm 2 anni e 8 mesi); Carmelo Maesano, (il pm 2 anni e 8 mesi); Giacomo Pugliese, (il pm 2 anni e 8 mesi); Benito Andrea Riitano, (il pm 2 anni e 8 mesi); Marco Mario Zaninello (il pm 2 anni e 8 mesi di reclusione).

Le ipotesi di accusa

Secondo l’impianto accusatorio ci sarebbe stata una massiccia importazione di droga dal Sud America, smerciata da affiliati della ‘ndrangheta in tutta Italia, con successiva cessione a terzi di fiumi di cocaina per agevolare diverse organizzazioni criminali, dalla cosca di Guardavalle alla famiglia dei Pesce-Bellocco-Molè, operante nella Piana di Gioia Tauro. Le ipotesi di accusa vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante mafiosa, al possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, alla detenzione di droga ai fini di spaccio, al favoreggiamento personale e alla corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio. 

I favori del dipendente del Ministero dell’Interno per proteggere i latitanti

Il vibonese Francesco Callà, dipendente civile del Ministero dell’Interno, in servizio al Commissariato di Polizia di Stato di Legnano, secondo le ipotesi accusatorie, approfittando della suo ruolo di pubblico ufficiale, avrebbe fatto rilasciare una serie di falsi documenti “validi”  per l’espatrio, utilizzati da Mario Palamara per garantirsi la latitanza. “Favori” elargiti anche a Riitano, all’epoca dei fatti anche lui latitante. 

Il collegio difensivo 

Impegnati nel processo con rito abbreviato un nutrito collegio difensivo costituito dagli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Vincenzo Maiolo Staiano, Giuseppe Gervasi, Massimo Gambaccini, Francesco Sorrentino, Filippo Marcello Siracusano, Laura Palaggi, Antonella Canino, Luigi Esposito, Giuseppe Saverio Tripepi, Silvana Bianchi, Gianfranco Giunta, Michele D’Agostino.  

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