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3 Aprile 2026
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’Ndrangheta, Gregorio Bellocco torna a Rosarno: “Libertà vigilata per lo storico boss”

Revocata la sorveglianza speciale per l'esponente della cosca Bellocco. La notizia è stata diffusa dal giornalista Klaus Davi, che cita fonti giudiziarie

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Gregorio Bellocco, classe 1955, storico esponente dell’’ndrangheta rosarnese, è tornato nella sua città natale e si trova attualmente in libertà vigilata. La scarcerazione risale allo scorso giugno, quando nei suoi confronti era stata disposta la sorveglianza speciale. Secondo quanto riferito dal giornalista Klaus Davi, che cita fonti giudiziarie, la misura è stata modificata nelle ultime ore. “Da ieri la sorveglianza speciale è stata revocata ed è stata applicata la libertà vigilata”, ha scritto Davi sui propri profili social.

Il profilo del boss della cosca Bellocco

Conosciuto con i soprannomi di “u lupu” e “testazza”, Gregorio Bellocco è fratello di Nino Bellocco, detto “u Pacciu”, e appartiene a uno dei nuclei storici della cosca attiva a Rosarno. È inoltre legato da rapporti di parentela a diversi esponenti della famiglia Bellocco, tra cui Umberto Bellocco, soprannominato “asso di mazzi”. Bellocco era stato arrestato il 16 febbraio 2005, dopo 11 anni di latitanza, ed era inserito all’epoca nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia.

I legami familiari e il contesto recente

Il boss è cugino di secondo grado di Antonio Bellocco, ucciso a Milano il 4 settembre 2024. Per quell’omicidio è stato indicato come autore Andrea Beretta, nell’ambito di un procedimento giudiziario tuttora oggetto di accertamenti.

Alcune ricostruzioni attribuiscono a Gregorio Bellocco e al cugino Umberto un ruolo centrale negli assetti criminali del territorio. Tali elementi, tuttavia, restano riconducibili a ricostruzioni investigative e giornalistiche e non costituiscono accertamenti definitivi in sede giudiziaria.

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