Si è conclusa in Svizzera la latitanza di Bruno Vitale, 29 anni, ritenuto vicino alla cosca Gallace di Guardavalle. L’uomo era ricercato nell’ambito dell’operazione “Ostro-Amaranto”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che circa un anno fa aveva disarticolato un presunto sistema criminale radicato nel soveratese e proiettato nel Centro-Nord Italia.
L’arresto è scattato nella mattinata di venerdì 23 gennaio 2026, quando la Polizia Cantonale di Zurigo, con il supporto della Polizia Federale elvetica, ha individuato e fermato Vitale in un’abitazione di Wetzikon, nel Cantone di Zurigo. L’operazione è stata eseguita su indicazione del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri.
L’indagine Ostro-Amaranto
Vitale era riuscito a sottrarsi ai provvedimenti cautelari emessi dal GIP del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della DDA, al termine dell’inchiesta “Ostro-Amaranto”, conclusa nel gennaio dello scorso anno. L’operazione aveva portato all’arresto di 44 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno, voto di scambio politico-mafioso, tentata estorsione, traffico di armi, anche da guerra, e detenzione di esplosivi, con aggravante del metodo mafioso. I provvedimenti erano stati eseguiti dai Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e dal ROS, con operazioni simultanee in Calabria, Lazio, Piemonte e Lombardia.
Il ruolo della cooperazione internazionale
La cattura di Vitale rappresenta il risultato di una incessante attività di ricerca condotta dal ROS sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Un lavoro investigativo che ha visto il coinvolgimento dell’unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ’Ndrangheta) e una stretta collaborazione con le autorità svizzere. Determinante il contributo dei reparti investigativi della Polizia Federale Svizzera e delle Polizie Cantonali di Zurigo e Svitto, coordinati dall’Ufficio Federale di Giustizia Svizzero e dal Ministero Pubblico della Confederazione Elvetica, attraverso attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamenti anche transfrontalieri.
Le accuse e l’estradizione
Attualmente detenuto in un carcere elvetico, Vitale è in attesa delle procedure di estradizione verso l’Italia. Dovrà rispondere non solo delle accuse legate all’operazione “Ostro-Amaranto”, tra cui la partecipazione ad associazione mafiosa e il possesso di armi, ma anche di ulteriori contestazioni relative al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Questi ultimi addebiti gli erano stati contestati nell’ambito dell’operazione “Kleopatra”, dalla quale era riuscito a sottrarsi nel maggio scorso.
Un tassello nell’azione antimafia
L’arresto di Bruno Vitale si inserisce nel quadro delle attività di contrasto alla ’ndrangheta, in particolare ai presunti interessi della cosca Gallace nel traffico di droga e in altri reati di elevata gravità. Come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.









