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14 Maggio 2026
14 Maggio 2026
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‘Ndrangheta, la pista calabrese dietro il “Bononia Gate”: sequestrata azienda di scarpe tra Lamezia, Catanzaro e Vibo

Blitz di Polizia e Dia in quattro regioni: nel mirino il presunto sistema di autoriciclaggio legato ai clan Piromalli-Molè. Sigilli a una società con radici operative in Calabria e a una villa sul litorale laziale

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 Oltre 50 operatori della Polizia di Stato e della Dia nella mattinata odierna stanno eseguendo contemporaneamente in 4 regioni – Calabria, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio – dei provvedimenti cautelari reali emessi nell’ambito dell’operazione “Bononia Gate“, coordinata dalla Dda Bolognese. Si tratta di due decreti di sequestro preventivo finalizzati alla confisca di una villetta di pregio a San Felice Circeo (Latina) e di un’azienda attiva nel settore della commercializzazione di calzature con sede legale a Bologna e con punti vendita a Lamezia Terme, Catanzaro e Vibo Valentia, comprensiva di beni strumentali, capannoni, conti correnti e quote sociali per un valore complessivo di centinaia di migliaia di euro.

Le misure cautelari di ottobre

Nell’ambito della stessa inchiesta, lo scorso ottobre, erano state già eseguite, tra l’altro, 8 misure cautelari a carico di altrettanti indagati di origine calabrese, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere, intestazione fittizia di beni, bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, truffa, evasione, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio; delitti aggravati dall’agevolazione mafiosa nei confronti della cosca di ‘ndrangheta dei Piromalli e Molè. In particolare, in occasione delle perquisizioni di ottobre, sono stati svolti ulteriori accertamenti che hanno permesso di rilevare che uno dei boss dell’organizzazione criminale gestiva, intestandola fittiziamente a una prestanome, la società ora sequestrata, frutto dell’autoriciclaggio dei proventi illeciti. La Sezione Investigativa della Polizia di Stato di Bologna e gli specialisti delle analisi patrimoniali della Dia hanno proceduto all’esame dei dispositivi cellulari, all’epoca pure sequestrati, ed allo sviluppo dei flussi economici, delle transazioni finanziarie e degli asset patrimoniali delle figure di vertice dell’associazione criminale oltre che dei prestanome a loro associati. 

Il trasferimento fraudolento di valori

Sono state così denunciate tre persone per le ipotesi di concorso in trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio, nei cui confronti il Gip ha emesso il provvedimento di sequestro dell’intero compendio aziendale che verrà ora affidato alla gestione di un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale.

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