21 Settembre 2026
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Nemea, processo al clan Soriano: confermata l’assoluzione per Rosetta Lopreiato e cade l’accusa di mafia per Silipigni

La Corte d’appello ha rideterminato le condanne per tre dei quattro imputati in questo troncone tornato a Catanzaro dopo il pronunciamento della Cassazione

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Rosetta Lopreiato assolta, Graziella Silipigni prosciolta dall’accusa di associazione mafiosa e pene rideterminate per tre imputati. È l’esito del nuovo giudizio d’appello del processo “Nemea”, nato dall’inchiesta sul clan Soriano di Filandari, al quale è stato successivamente riunito il procedimento “Rinascita Scott” limitatamente alle posizioni dei Soriano. La sentenza è stata pronunciata dalla Terza sezione penale della Corte d’appello di Catanzaro, chiamata a giudicare dopo l’annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione. Il collegio, presieduto da Antonio Giglio, con i consiglieri Carlo Fontanazza e Maria Rosaria di Girolamo, ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.

Lopreiato, confermata l’assoluzione dopo il passaggio in Cassazione

Per Rosetta Lopreiato, assistita dagli avvocati Diego Brancia e Salvatore Staiano, il nuovo giudizio conferma l’assoluzione pronunciata in primo grado dal Tribunale di Vibo Valentia. Il suo percorso processuale aveva registrato un ribaltamento: alla prima assoluzione era seguita una condanna in appello, su impugnazione del pubblico ministero, poi annullata dalla Corte di Cassazione. Il giudizio di rinvio si chiude dunque con la conferma dell’esito assolutorio di primo grado.

Silipigni assolta dall’associazione mafiosa: resta la condanna per gli altri reati

Per Graziella Silipigni, difesa dagli avvocati Diego Brancia e Daniela Garisto, cade l’accusa di associazione mafiosa. La formula adottata dalla Corte è “per non aver commesso il fatto”. L’assoluzione riguarda questa specifica imputazione. Per i reati residui, i giudici hanno rideterminato la pena in 10 anni, 3 mesi e 20 giorni di reclusione, escludendo due aggravanti previste dalla normativa sugli stupefacenti. Un esito che separa quindi il proscioglimento dall’accusa mafiosa dalla condanna che resta per le altre imputazioni.

Ciconte e Soriano: assoluzione su un capo e pene rideterminate

La Corte ha assolto anche Luca Ciconte e Caterina Soriano da un reato di associazione e ha quindi rideterminato la pena in 10 anni, 3 mesi e 20 giorni di reclusione ciascuno. Ciconte è difeso dall’avvocato Giuseppe Di Renzo, mentre Caterina Soriano è assistita dagli avvocati Guido Contestabile e Giuseppe Di Renzo. Per Soriano il collegio ha inoltre revocato la misura cautelare e ordinato l’immediata liberazione, se non detenuta per altra causa.

L’inchiesta sul gruppo di Filandari

L’operazione “Nemea” fu condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Vibo Valentia, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, per ricostruire struttura e attività del gruppo Soriano di Filandari. L’impianto accusatorio comprendeva oltre quaranta capi d’imputazione, tra associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e reati in materia di armi. Il successivo collegamento processuale con “Rinascita Scott” ha riguardato le posizioni dei Soriano. (mi.fa.)

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