Il processo per l’omicidio con aggravante mafiosa di Vittorio Boiocchi, lo storico leader della curva Nord dell’Inter freddato a colpi di pistola nell’ottobre 2022, entra nella sua fase cruciale. Nell’aula della Corte d’Assise di Milano, Gianfranco Ferdico ha confermato la sostanza delle dichiarazioni resi nei verbali alla Magistratura.
Ferdico, padre dell’ex vertice della curva Marco e anch’egli divenuto collaboratore di giustizia al pari di Andrea Beretta, ha ripercorso il proprio coinvolgimento nell’agguato mortale.
Riferendosi al suo ruolo, l’uomo aveva già messo a verbale il 7 settembre di essere stato “succube di mio figlio”, pur ammettendo di esserne stato “parte in causa totalmente”.
Nell’ambito del procedimento gli imputati hanno sostanzialmente confessato le proprie responsabilità, pur con Gianfranco Ferdico che ha cercato di ridimensionare la propria posizione personale. Davanti ai giudici ha reso dichiarazioni anche Andrea Simoncini, indicato come uno dei due esecutori materiali del delitto.
Le accuse al basista Mauro Nepi e le tensioni nella curva Nord
Le deposizioni del collaboratore di giustizia si sono soffermate a lungo anche sulla figura di Mauro Nepi, un altro esponente della tifoseria organizzata arrestato per l’agguato e la cui posizione è stata provvisoriamente stralciata.
Secondo quanto riferito in aula da Ferdico padre, Nepi “era continuamente alla ricerca di denaro, riteneva di meritarsi dei compensi derivanti dalla gestione della curva e più volte riferiva sia a mio figlio che a Beretta che se loro erano arrivati lì era merito anche suo”.
Il contributo contestato a Nepi riguarda la fase operativa dell’agguato teso sotto casa del capo ultrà. Stando alla versione fornita da Ferdico, l’ultrà si sarebbe offerto come referente sul campo, dicendo “di essersi reso disponibile a mandare il messaggio quando Boiocchi partiva dallo stadio per andare a casa”.
Il calendario del processo: la svolta attesa a dicembre
Il percorso giudiziario per fare piena luce sull’esecuzione di Boiocchi proseguirà nei prossimi mesi. Il dibattimento stralcio a carico di Nepi prenderà il via il 20 ottobre per poi essere riunito al procedimento principale. La causa principale proseguirà il 4 novembre, data riservata all’eventuale esame o alle dichiarazioni dello stesso Nepi.
La svolta finale del processo di primo grado è ormai fissata in agenda: per il 15 dicembre è attesa la requisitoria dei PM Paolo Storari e Pasquale Ammendola, che formuleranno le loro richieste di condanna per i responsabili dell’agguato.















