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25 Marzo 2026
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Processo Clean Money al clan dei Gaglianesi, sei i pentiti chiamati in aula a deporre dalla Dda di Catanzaro

E' lungo l'elenco delle Forze dell'ordine incluse nella lista testi del pubblico ministero. Verranno sentiti anche imprenditori. Il dibattimento entrerà nel vivo il prossimo 17 aprile

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Dai militari del Nucleo investigativo dei carabinieri di Torino, di Catanzaro, di Napoli, ai carabinieri della Stazione di Nerviano, di Santa Maria, di Girifalco, di Gasperina, di Palermo, di Gagliato, di Satriano, di Taverna, di Petronà, di Petilia Policastro, ai militari della radiomobile di Catanzaro, dell’aliquota operativa di Lamezia, ai carabinieri della Stazione dell’aeroporto di Lamezia. Sono tanti i testi chiamati a deporre dal pm della Dda Veronica Calcagno nel processo Clean Money che vede alla sbarra quarantadue imputati, tra capi e gregari del clan dei Gaglianesi, che, secondo il teorema accusatorioda braccio operativo delle famiglia Arena di Isola Capo Rizzuto, dei Grande Aracri di Cutro, è diventato un autonomo gruppo di ‘ndrangheta che esercita la sua pressione mafiosa sui quartieri Pistoia, Corvo, Aranceto, Germaneto e Catanzaro Lido, in competizione con le altre associazioni mafiose nei settori delle estorsioni, dei furti, del traffico di sostanze stupefacenti.

Tra le persone citate in qualità di testimoni dalla pubblica accusa anche gli uomini della Squadra Mobile, delle Volanti, della Digos di Catanzaro, imprenditori e sei collaboratori di giustizia. Si tratta di Tommaso Rosa, Domenico Colosimo, Andrea Guarnieri, Sandro Ielapi, Annamaria Cerminara e Santino Mirarchi. Davanti al Tribunale collegiale di Catanzaro il 17 aprile entrerà nel vivo il dibattimento con l’audizione del primo teste, un uffciale di pg, chiamato a deporre in aula. 

Gli imputati 

Gli imputati a processo con rito ordinario sono Cosimino Abbruzzese, 70 anni, di Catanzaro; Orlando Abbruzzese,50 anni, di Catanzaro; Antonio Anello, 71 anni, di Curinga; Tommaso Aprile, 60 anni, di Catanzaro; Alessandro Basile, 40 anni, di Catanzaro; Dorin Boicu, 41 anni, di Catanzaro; Vitaliano Cannistrà, 69 anni, di Catanzaro; Nicolina Cavaretta, 60 anni, di Mesoraca; Domenico Cerminara, 53 anni, di Catanzaro; Massimiliano Celi, 46 anni, di Catanzaro; Saverio Ciambrone, 61 anni, di Gimigliano; Salvatore Corea, 55 anni, di Catanzaro; Giovanni Costa, 72 anni, di Roma; Andrea Doria, 54 anni, di Catanzaro; Donato Gallelli, 50 anni, di Sellia Marina; Antonio Giglio, 49 anni, di Catanzaro; Igor Guarino, 42 anni, di Milano; Lorenzo Iiritano, 66 anni, di Catanzaro; Eugenio Longo, 57 anni, di Catanzaro; Michele Maccherone, 48 anni, di Brusaporto; Domenico Maida, 57 anni, di Catanzaro; Michele Maruca, 71 anni, di Catanzaro; Fortunato Mesiano, 50 anni, di Biassono; Giuseppe Narciso, 59 anni, di Catanzaro; Pancrazio Opipari, 49 anni, di Sellia Marina; Giovanni Passalacqua, alias U Gigliotti, 60 anni, di Catanzaro; Giorgio Pavan, 71 anni, di Rovello Porro; Enrico Pinto, 53 anni, di Catanzaro; Antonio Procopio, 64 anni, di Catanzaro; Giuseppe Procopio, 43 anni, di Catanzaro; Pietro Procopio, 70 anni, di Catanzaro; Giuseppe Rijitano, 60 anni, di Catanzaro; Domenico Rizza, 69 anni, di Catanzaro; Angelo Rotella, 36 anni, di Borgia; Giuseppe Rocca, 62 anni, di Lecco; Giuseppe Signoretta, 51 anni, di Montepaone; Vincenzo Santoro, 37 anni, di Catanzaro; Mazio Scerbo, 47 anni, di Cutro; Domenico Scozzafava, 44 anni, di Catanzaro; Francesco Trapasso, 57 anni, di Catanzaro; Ercole Zirpoli, 69 anni, di Catanzaro e Simone Zurlo, 20 anni, di Catanzaro. Il processo inizierà il prossimo 25 marzo davanti ai giudici del Tribunale collegiale di Catanzaro.

Gli abbreviati 

Per altri dodici imputati che hanno scelto il rito abbreviato l’udienza proseguirà il prossimo 26 febbraio con la requisitoria del pubblico ministero nei confronti di Antonio Donato, 30 anni, di Catanzaro; Stefania Costanzo, 40 anni, di Catanzaro; Roberto Corapi, 64 anni, di Catanzaro; Francescopaolo Morabito, 29 anni, di Catanzaro; Andrea Fava, 52 anni, di Catanzaro; Emanuele Riccelli, 28 anni, di Catanzaro; Sergio Rubino, 48 anni, di Catanzaro; Silvano Mancuso, 55 anni, di Catanzaro; Manuel Pinto, 28 anni, di Catanzaro; Antonio Procopio, 38 anni, di Catanzaro;Rodolfo Procopio, 42 anni, di Catanzaro; Tommaso Rosa, 61 anni, di Crotone.

Le accuse

Gli indagati rispondono a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, usura, estorsioni ai danni di imprenditori, truffa, riciclaggio e traffico di droga.

Il decisionista del clan dei Gaglianesi

A “Ditta”, inteso “Enzo”, all’anagrafe Lorenzo Iiritano uomo di vertice del “Clan dei Gaglianesi”, viene identificato dalla Dda come il decisionista del clan dei Gaglianesi, il tramite con le altre ‘ndrine: dagli Arena – Nicoscia” di Isola di Capo Rizzuto, ai Trapasso, agli Scerbo – Mannolo di San Leonardo di Cutro, ai Grande Aracri di Cutro, agli “Iozzo” di Chiaravalle Centrale, ai “Carpino- Tatraculo” di Petronà (CZ) , ai “Catarisano” di Borgia (Cz), colui che mantiene i rapporti con il clan degli zingari. Dirige le azioni concrete da compiere nel territorio di Catanzaro e comuni limitrofi, impartendo puntuali disposizioni agli altri associati a lui subordinati. Partecipa con gli altri sodali alle estorsioni ed al controllo del territorio, rinveste parte degli utili delle attività illecite della cosca in operazioni commerciali lecite, gestite da imprenditori compiacenti. 

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