Con un non luogo a procedere, 4 assoluzioni, 3 prescrizioni e 7 condanne si chiude il processo di primo grado nei confronti di 15 imputati giudicati con rito ordinario nel processo Karpanthos, nato da un’inchiesta della Dda di Catanzaro che punta a dimostrare l’esistenza di una duplice associazione di tipo ‘ndranghetistica e finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, caratterizzate dalla disponibilità di armi, dedite all’estorsione, alla rapina a mano armata, ricettazione, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, che ha interessato i territori di Petronà, Mesoraca, Cropani, Isola, Cerva, Milano, Lucca. Il Tribunale collegiale di Crotone ha sentenziato il non luogo a procedere per morte del reo nei confronti di Francesco Serrao.
Le condanne
Il Tribunale collegiale di Crotone ha condannato Giuseppe Colosimo di Petronà, a 3 anni, a 6 mesi e 4.800 euro di multa (il pm aveva chiesto 9 anni e 10mila euro di multa); Alessandro Cropanese, di Catanzaro, a 4 anni, 10 mesi e 17mila euro di multa (il pm aveva chiesto 12 anni di reclusione); Pietro Paolo Scalzi, inteso Piero o Rapino, di Petronà, a 4 anni, 6 mesi e 2mila euro di multa (il pm aveva chiesto 18 anni e 6mila euro di multa); Antonio Scerbo di Isola Capo Rizzuto, a 3 anni e 9 mila di multa (il pm aveva chiesto 4 anni e 10mila euro di multa); Rosario Severini, di Borgia a 4 anni e 2 mesi (il pm aveva chiesto 4 anni e 6 mesi); Giuditta Gaglione di Crotone,1 anno di reclusione e pena sospesa (il pm aveva chiesto 2 anni); Giulietta Ascone, di Polistena, 6 anni e 2.500 euro di multa (il pm in aula aveva invocato 12 anni e 4mila euro di multa)
Gli assolti
I giudici hanno assolto David Berlingieri, di Petronà (il pm aveva chiesto 4 mesi; Venanzio Scalzi, di Petronà (il pm aveva chiesto 15 anni e 6mesi di reclusione); Luciano Ascone, di Cinquefrondi (il pm aveva chiesto 12 anni e 4 mila euro di multa); Giovanni Greco, nato a Catanzaro, difeso dagli avvocati Guido Contestabile, Serena Lacaria e Francesca Buonopane (il pm aveva chiesto 10 anni, 6 mesi e 4mila euro di multa).
Reati prescritti
Estinti i reati nei confronti di Angelo Elia di Cerva; Giovanni Antonio Evalto di Seminara; Leonardo Zoffreo di Cutro. Per un altro filone della stessa inchiesta, quello che con rito abbreviato, il processo di primo grado si è chiuso con 42 condanne e 8 assoluzioni (LEGGI).
La cosca di ‘ndrangheta Carpino
L’indagine “Karpanthos”,dal nome attribuito, in antichità, alla città di Petronà, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro, ha consentito di intervenire nell’area della Presila catanzarese, ai confini con la provincia di Crotone, dimostrando l’esistenza e l’attuale operatività di un sodalizio di ‘ndrangheta operante nei territori di Petronà e Cerva, avente stabili ramificazioni nelle province di Lecco, Genova e Torino; nonché, di un’organizzazione dedita a un fiorente spaccio di sostanze stupefacenti, operante sul medesimo territorio, di cui fanno parte alcuni affiliati. Le indagini si sono sviluppate attraverso un’imponente attività tecniche, escussione di persone informate sui fatti, riscontri “sul campo”, con una parallela attività di acquisizione e analisi di dichiarazioni di collaboratori di giustizia, corroborate dai relativi riscontri, la cui attendibilità è stata già riconosciuta in precedenti sentenze.
Il gruppo dei Cervesi
L’inchiesta ha documentato l’esistenza della cosca di ‘ndrangheta “Carpino” di Petronà, coinvolta negli anni duemila in una sanguinosa faida, operante nella Presila catanzarese e con ramificazioni in Liguria e Lombardia e dell’alleato gruppo criminale di Cerva, detto dei Cervesi, con estensioni in Piemonte e Lombardia, entrambi ora ricadenti sotto l’influenza del locale di Mesoraca (KR), dediti principalmente alle estorsioni ai danni degli imprenditori edili e dei commercianti della Presila catanzarese attuate mediante incendi e danneggiamenti, alle rapine a mano armata, al riciclaggio e all’intestazione fittizia di beni, al traffico di cocaina e marijuana con differenti canali di approvvigionamento, riconducibili comunque a persone operanti nei territori di Cutro o Mesoraca.
Il collegio difensivo
Sono impegnati, tra gli altri nel collegio difensivo, gli avvocati Gregorio Viscomi, Luigi Falcone, Antonio Ludovico, Gianni Russano, Tiziano Saporito, Giuseppe Bubbo.









