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20 Marzo 2026
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Protesi acustiche fantasma e visite mai fatte: maxi truffa tra Lamezia e Catanzaro: 10 indagati (NOMI)

Nel mirino un presunto sistema da migliaia di pratiche false per truffare il Servizio sanitario nazionale. Coinvolti anche medici del Pugliese-Ciaccio. Tre società sotto sequestro

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Una presunta truffa milionaria ai danni del Servizio sanitario nazionale scuote la Calabria. Tra Lamezia Terme e Catanzaro, la Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro preventivo d’urgenza di tre società, ritenute centrali in un sistema illecito legato alla fornitura di protesi acustiche. L’operazione, coordinata dalla Procura di Lamezia Terme, punta a bloccare un meccanismo che – secondo gli inquirenti – avrebbe consentito di lucrare sui rimborsi sanitari pubblici.

Nel mirino 2900 pratiche: “visite mai effettuate”

Al centro dell’inchiesta ci sono circa 2900 pratiche sospette, analizzate dagli investigatori. Secondo l’ipotesi accusatoria, molte di queste sarebbero state costruite su documentazione sanitaria falsa, con visite specialistiche mai eseguite, esami inesistenti e pazienti che – in diversi casi – non risultano nemmeno essere entrati nelle strutture sanitarie. In altri episodi, anche quando i pazienti sarebbero stati accompagnati in gruppo, non esiste traccia degli accessi né registrazioni al CUP.

Coinvolti medici del Pugliese-Ciaccio

L’indagine coinvolge anche tre dirigenti medici dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro (oggi Azienda Dulbecco) e, fino al 2024, un medico del distretto sanitario di Lamezia Terme addetto ai controlli. Secondo gli investigatori, i medici avrebbero falsificato direttamente documenti sanitari – tra impegnative, esami audiometrici e prescrizioni – oppure consentito alle aziende di produrli a loro nome.

I nomi di tutti gli indagati

Sul registro degli indagati sono finiti: Antonio Leuzzi (74 anni, di Guardavalle), Antonio Ferraggina (53 anni, di Maida), Antonio Cantaffa (64 anni, di Catanzaro), Claudio Macrì (43 anni, di Bovalino), Giuseppe Petitto (66 anni, di Catanzaro), Francesco Leuzzi, Sergio Ferraggina, Vittorio Magliocchi (medico), Vittoria Civale e Aldo Viterbo.

Tra gli indagati, risultano dirigenti medici in servizio presso la struttura complessa di Otorinolaringoiatria e patologia cervico-facciale dell’Azienda ospedaliera Dulbecco di Catanzaro: Antonio Cantaffa, Claudio Macrì e Giuseppe Petitto. Le società sequestrate sono Otoacustica Sud srl, Sordità di Antonio Ferraggina e C. e Acustica Lamezia.

Un sistema organizzato per gonfiare i rimborsi pubblici

Gli inquirenti parlano di un vero e proprio “sistema illecito organizzato”, finalizzato a ottenere rimborsi indebiti dall’Azienda sanitaria. Le accuse contestate, a vario titolo ai 10 indagati, sono falso in atto pubblico e truffa aggravata. Il meccanismo prevedeva la creazione di percorsi sanitari fittizi: i pazienti venivano indicati come sottoposti a visite e test, anche quando non avevano alcuna patologia uditiva.

Il caso shock: protesi a chi non ne aveva bisogno

Tra gli episodi emersi, uno in particolare ha allarmato gli investigatori: un paziente, dopo aver ricevuto protesi acustiche prescritte sulla base di documenti falsi, si è rivolto a un’altra struttura sanitaria scoprendo di non avere alcun problema uditivo. Non solo: gli è stato consigliato di non utilizzare gli ausili, perché potenzialmente dannosi. Una situazione che, secondo l’indagine, non sarebbe isolata. Diversi pazienti avrebbero infatti dichiarato di non aver tratto benefici o di aver abbandonato l’uso delle protesi per i fastidi riscontrati.

Indagini in corso e presunzione di innocenza

L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari e resta valido il principio della presunzione di non colpevolezza per tutti i soggetti coinvolti. Nel frattempo, il sequestro delle aziende punta a interrompere immediatamente il presunto sistema fraudolento, evitando il rischio di ulteriori reati ai danni della sanità pubblica.

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