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16 Marzo 2026
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Riforma della giustizia, Musolino: “Assoluzioni nel 45% dei casi, i giudici non seguono i pm e ci sono pochi gip”

Il procuratore aggiunto di Reggio contesta la separazione delle carriere: "I giudici non sono affatto allineati ai pubblici ministeri". La soluzione, secondo il segretario generale di Magistratura democratica, è aumentare i gip

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Il dibattito sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri continua ad accendere il confronto anche in Calabria. A Reggio Calabria, durante un incontro organizzato dal Siulp, il sindacato di polizia, il procuratore aggiunto Stefano Musolino, segretario generale di Magistratura democratica, ha esposto le ragioni del No alla riforma costituzionale. Secondo Musolino uno degli argomenti più utilizzati a sostegno della separazione delle carriere, cioè la presunta vicinanza tra giudici e pubblici ministeri, non troverebbe riscontro nei dati. “Le assoluzioni sono nel 45% dei casi, quindi i giudici non sono affatto sulle posizioni del pubblico ministero”.

Il nodo del carico di lavoro dei gip

Per il procuratore aggiunto di Reggio Calabria il vero problema del sistema giudiziario italiano non riguarda la struttura delle carriere, ma il carico di lavoro dei giudici per le indagini preliminari. “Il problema è che il gip, a fronte di un carico di lavoro enorme, preferisce fare un rinvio a giudizio che non deve motivare rispetto a una sentenza di proscioglimento che invece deve essere motivata”.

Musolino ha spiegato che spesso la scelta di rinviare a giudizio un imputato non dipende da una presunta vicinanza tra magistratura requirente e giudicante, ma da ragioni organizzative. “Il gip decide in un modo o in un altro non perché è nella stessa carriera del pubblico ministero, ma perché in realtà per tre pm, quando va bene, c’è un solo giudice”.

“Servono più giudici, non la separazione delle carriere”

Secondo Musolino, se si vuole intervenire davvero sui problemi della giustizia, la strada non è quella della separazione delle carriere, ma quella del rafforzamento degli organici della magistratura, in particolare dei gip. “Se vogliamo risolvere questo problema non dobbiamo separare le carriere. Dobbiamo aumentare l’organico dei gip, magari per riportare i numeri della magistratura italiana ai numeri delle magistrature europee e garantire maggiore qualità”. Una riforma che però richiederebbe risorse economiche e investimenti strutturali nel sistema giudiziario.

La critica alla politica: “Risposte a costo zero”

Nel suo intervento Musolino ha anche criticato il modo in cui la politica affronta le riforme della giustizia, spesso con interventi normativi che non incidono realmente sulle cause dei problemi. “E quando c’è un problema è più facile inventarsi una norma che dà un’apparente risposta al problema a costo zero. Non questo governo, ma tutti i governi sono stati maestri di queste cose”. Il confronto sulla riforma costituzionale della giustizia, dunque, resta aperto anche all’interno del mondo giudiziario, con posizioni profondamente diverse tra sostenitori e oppositori della separazione delle carriere.

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