25 Settembre 2026
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Rinascita Scott all’ultimo atto, il conto delle pene torna in Cassazione: fissata l’udienza per 28 imputati (NOMI)

Dopo l’esclusione dell’aggravante sul finanziamento delle attività economiche, la Corte d’appello aveva rideterminato le condanne. Ora un nuovo passaggio davanti ai giudici di legittimità per chi ha scelto il filone abbreviato del maxi processo

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Ultimo atto di Rinascita Scott, il maxi processo alla ‘ndrangheta vibonese. Almeno per ciò che riguarda gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. La Corte di Cassazione ha infatti fissato per il prossimo 24 novembre l’esame dei ricorsi contro la sentenza con cui lo scorso mese di maggio la Corte di Appello di Catanzaro ha ricalcolato le pene dopo l’esclusione dell’aggravante legata al finanziamento delle attività economiche con proventi di delitti.

Sono 28 le posizioni fissate per la nuova udienza e destinatari dell’avviso. Tra queste spiccano nomi di primo piano come quelli di Domenico Macrì, detto “Mommo” e Francesco Antonio Pardea (ritenuti dagli inquirenti uno dei vertici delle cosiddette nuove leve della ‘ndrangheta di Vibo), Pasquale Gallone (considerato dalla Dda di Catanzaro il braccio destro del boss Luigi Mancuso) e Gregorio Giofrè, per l’accusa elemento di spicco dell’articolazione di ‘ndrangheta di San Gregorio d’Ippona.

L’aggravante esclusa e il ritorno in appello

Per capire perché le pene siano tornate al vaglio dei giudici occorre risalire al 22 maggio 2025. In quella data la Cassazione aveva annullato la precedente sentenza d’appello, per numerosi imputati del rito abbreviato, nella parte relativa all’aggravante prevista dal sesto comma dell’articolo 416-bis. La disposizione riguarda il finanziamento delle attività economiche che l’associazione intende controllare mediante il prezzo, il prodotto o il profitto di delitti.

La Suprema Corte aveva censurato l’applicazione dell’aggravante perché i giudici di merito non avevano motivato in modo adeguato sui suoi presupposti concreti. Quell’annullamento non equivaleva a cancellare l’intero impianto delle condanne: imponeva un nuovo giudizio d’appello sulle parti della decisione interessate dal rinvio, tra cui la determinazione delle pene. Il 21 maggio 2026 la Corte d’appello di Catanzaro, presieduta da Alessandro Bravin, aveva pronunciato la sentenza bis per 28 imputati. Nelle motivazioni depositate a giugno, i giudici hanno spiegato di essere stati chiamati a sottrarre la quota di pena riferita all’aggravante esclusa e, nei casi pertinenti, a ricalcolare gli aumenti per la continuazione. Secondo la Corte territoriale, le valutazioni sulla pena base già superate indenni dal precedente giudizio di Cassazione non potevano essere ridiscusse in quella sede.

Le pene fissate il 21 maggio

Tra le 28 posizioni indicate nel nuovo avviso, la pena più alta è quella di Luciano Macrì: 20 anni, rimasti invariati. Per Domenico Macrì la condanna è stata fissata a 15 anni e 2 mesi; per Pasquale Gallone a 14 anni e 10 mesi; per Francesco Antonio Pardea a 14 anni e 8 mesi; per Domenico Pardea a 12 anni. La Corte d’appello ha stabilito 11 anni e 10 mesi per Luca Belsito e 11 anni e 4 mesi ciascuno per Michele Dominello, Giuseppe Lopreiato e Michele Pugliese Carchedi. Filippo Di Miceli e Sergio Gentile hanno ricevuto 10 anni e 8 mesi; Carmelo Salvatore D’Andrea e Filippo Orecchio, 10 anni.

Per Carmelo Chiarella la pena è di 9 anni e 8 mesi; per Giovanni Claudio D’Andrea e Gregorio Giofrè, 9 anni e 4 mesi. Sono stati fissati 8 anni e 8 mesi per Raffaele Antonio Giuseppe Barba, Paolo Carchedi, Nazzareno Franzè e Francesco Gallone; 8 anni per Domenico Cracolici, Nicola Lo Bianco, Salvatore Lo Bianco, Michele Manco, Salvatore Morgese e Domenico Prestia. Completano l’elenco Pasquale Antonio D’Andrea, per il quale sono stati disposti 3 anni e 4 mesi e 6.667 euro di multa, e Cristiano Gallone, condannato a 3 anni, 5 mesi e 10 giorni e 4mila euro di multa. Pene non definitive rideterminate nella sentenza d’appello bis.

Che cosa deciderà la Cassazione

Il 24 novembre i giudici esamineranno i ricorsi contro la sentenza con cui la Corte d’appello di Catanzaro ha rideterminato le pene. Non sarà un nuovo processo sui fatti di Rinascita Scott: la Cassazione valuterà le questioni di legittimità sollevate contro quel verdetto. La trattazione è fissata in camera di consiglio, senza la presenza delle parti: procuratore generale e difensori possono presentare richieste e memorie scritte. L’avviso prevede anche la possibilità di chiedere la pubblica udienza, entro il 24 novembre. L’eventuale richiesta sarà valutata dalla Corte.

Gli esiti possono essere diversi da imputato a imputato. Se un ricorso viene rigettato o dichiarato inammissibile, la pena fissata nell’appello bis resta ferma per quella posizione. Se invece la Cassazione ravvisa un errore, può annullare la sentenza nei punti interessati: quando la questione può essere risolta senza nuovi accertamenti, può provvedere direttamente; altrimenti può disporre un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte d’appello. Soltanto la decisione dei giudici chiarirà se le pene del 21 maggio saranno confermate o dovranno essere nuovamente esaminate.

Il collegio difensivo e le parti civili

Per gli imputati, l’avviso è indirizzato agli avvocati Luca Cianferoni, Santo Cortese, Francesco Lojacono, Letterio Rositano, Stefano Luciano, Mario Antinucci, Giuseppe Bagnato, Sergio Rotundo, Alfonsina Tiziana Barillaro, Francesco Catanzaro, Emanuele Maria Genovese, Giuseppe Orecchio, Giuseppe Gervasi, Antonio Barilaro, Dario Vannetiello, Giuseppe Zofrea, Renzo Andricciola, Francesco Capria, Raffaele Manduca, Salvatore Sorbilli, Pamela Tassone, Gaetano Scalamogna, Diego Antonio Orazio Brancia, Francesco Sabatino, Giorgio Vianello Accorretti e Mario Murone.

Per le parti civili sono indicati gli avvocati Maria Antonietta La Monica per il Comune di Sant’Onofrio e l’Associazione Antiracket e Antiusura di Vibo Valentia; Antonella Smiriglia per il Comune di Nicotera; Michele Rausei per la Regione Calabria; Massimiliano De Benetti per i Comuni di Limbadi, Pizzo e San Gregorio d’Ippona; Domenico Sorace per il Comune di Filogaso; Maristella Ottaviana Paolì per il Comune di Vibo Valentia; Domenico Talotta per i Comuni di Filandari, Ionadi, Maierato, Mileto, Ricadi, San Costantino e Tropea; Maria Rosa Pisani per la Provincia di Vibo Valentia; Paolo Del Giudice Destito per i Comuni di Stefanaconi e Zungri. Per le amministrazioni statali indicate nell’avviso figura l’Avvocatura generale dello Stato.

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