La Corte di Cassazione ha messo il primo sigillo su una fetta del processo Rinascita Scott, uno dei più grandi della storia italiana contro la ’ndrangheta vibonese. Chi sperava che l’intero castello crollasse, resterà deluso: l’associazione mafiosa è stata confermata, i clan sono riconosciuti come strutture criminali consolidate, l’impianto accusatorio della Dda di Catanzaro ha retto.
Non è una bocciatura, è una conferma (con correzioni)
Chi legge “annullamento con rinvio” e sente parlare di assoluzioni, può pensare che il filone abbreviato del maxi processo sia crollato. Ma è l’esatto opposto. La Corte di Cassazione, ultimo grado della giustizia italiana, ha riconosciuto come fondate le accuse principali. Questo significa che il “capo A” dell’imputazione – l’associazione mafiosa – ha retto per la gran parte degli imputati, compresi molti tra i più importanti. Una vittoria dell’accusa.
Chi è stato assolto in via definitiva: 8 posizioni chiuse per sempre
Le assoluzioni totali e irrevocabili sono solo 8, e riguardano persone che sono uscite dal processo perché, secondo i giudici, il fatto non sussiste o non l’hanno commesso. Ecco i loro nomi con tra parentesi le pene annullate: Manuele Baldo (era stato condannato a 1 anno e 4 mesi in appello), Francesca Mazzotta (4 anni), Mariangela Mazzotta (10 mesi e 20 giorni), Rossana Morgese (3 anni e 4 mesi), Costantino Panetta (4 anni), Giuseppe Antonio Salamò (11 anni), Salvatore Tulosai (12 anni), Serafino Alessandria (14 anni, 7 mesi e 10 giorni). Questi sono i veri assolti. Per loro la vicenda è chiusa per sempre.
Condanne definitive: chi non potrà più appellarsi
Sono 9 gli imputati le cui condanne sono diventate definitive, cioè non più impugnabili. Si tratta sia di condanne leggere che di pene significative, tra cui diversi collaboratori di giustizia: Gianluigi Cavallaro (3 anni e 6 mesi), Michele Galati (4 anni), Gaetano Cannatà (2 anni, 10 mesi e 20 giorni), Bartolomeo Arena (3 anni, 9 mesi e 10 giorni), Emiliano Palamara (6 anni e 8 mesi), Lorenzo Polimeno (8 anni e 8 mesi), Saverio Sacchinelli (13 anni e 4 mesi), Lucio Belvedere (3 anni e 4 mesi), Orazio De Stefano (8 anni e 8 mesi). Rideterminata anche la pena per il collaboratore Emanuele Mancuso: 2 anni, 8 mesi e 24 giorni. Avendo scelto di essere processati con il rito abbreviato hanno usufruito di uno scontro di un terzo della pena previsto per legge.
Cos’è l’annullamento con rinvio? No, non è un’assoluzione
Per gran parte degli imputati la Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio, cioè si torna in Appello e si rivede la pena. Questa formula, infatti, non cancella la condanna inflitta in secondo grado ma i giudici chiedono alla Corte d’Appello di rifarla meglio su punti specifici. In molti casi, si tratta di rivedere il conteggio degli anni per esclusione di un’aggravante, oppure per motivazioni giuridiche insufficienti. Chi ha ricevuto un annullamento con rinvio non è stato assolto, non è stato prosciolto, ma deve essere rigiudicato su alcuni aspetti
L’aggravante che è caduta: cosa significa davvero
In molti casi la Cassazione ha escluso l’aggravante del comma 6 dell’articolo 416-bis, che punisce il reimpiego di capitali mafiosi nell’economia legale. Questa aggravante aumenta le pene in modo consistente, ma è anche molto difficile da provare: serve dimostrare che i soldi sporchi sono stati reinvestiti in attività lecite (esempio bar, ristoranti, edilizia, giochi). La Cassazione ha detto: “Non avete dimostrato in modo sufficiente questo collegamento”.
Ma non ha negato che quegli imputati fossero mafiosi, solo che non è certo abbiano investito quei soldi nel legale. In altre parole, ancora più semplici: questo non intacca il cuore del processo, perché l’associazione mafiosa regge.
Cosa succede adesso per chi ha avuto il rinvio
Chi ha avuto l’annullamento con rinvio tornerà in Corte d’Appello, quasi sempre solo per la rideterminazione della pena. In pratica: nessun proscioglimento, solo un nuovo processo più tecnico, pene riviste al ribasso, ma condanne quasi certamente confermate. Esempio: se uno aveva 16 anni di condanna con l’aggravante del reinvestimento, e questa è stata tolta, potrebbe scendere a 13-14 anni, ma resta colpevole.
I numeri in sintesi: ecco come si chiude (per ora) il primo troncone
Dei 64 imputati processati con rito abbreviato e giunti fino in Cassazione, la fotografia finale è questa:47 sono stati condannati e tra questi 38 per associazione mafiosa, tra conferme e rinvii per rideterminare la pena, 9 per altri reati, con alcune aggravanti escluse o parziali. Otto imputati sono stati assolti in via definitiva, con formule diverse: “perché il fatto non sussiste”, “non ha commesso il fatto”, o per improcedibilità mentre altre 8 posizioni torneranno in Corte d’Appello per un nuovo giudizio su specifici capi o per il ricalcolo delle pene. Un imputato è deceduto, e il procedimento nei suoi confronti si è estinto. Il giudizio su un altro imputato è stato rinviato al 5 giugno 2025, e sarà trattato in udienza separata. Un nuovo processo è stato disposto ex novo per vizi radicali di procedura. In estrema sintesi: su 64 imputati, 47 sono stati condannati, 8 assolti, 8 in attesa di nuovo giudizio, 1 è deceduto e 1 avrà un nuovo processo. Di questi, ben 38 sono stati riconosciuti colpevoli di mafia. Dunque, anche a livello numerico, l’accusa regge con forza.
L’altro capitolo del maxi processo
La vera partita tuttavia si gioca nel filone ordinario che è appena approdato in Corte d’Appello a Catanzaro dove sono imputati altre 236 persone tra cui l’ex parlamentare Giancarlo Pittelli. Nel primo grado la Dda aveva chiesto 4.744 anni di carcere per 322 imputati. Il Tribunale di Vibo Valentia il 20 novembre 2023 ha emesso: 207 condanne per un totale di oltre 2.120 anni di reclusione e disposto 131 assoluzioni.
Il verdetto della Corte di Cassazione posizione per posizione
Serafino Alessandria, 29 anni, residente a Zungri – Annullamento senza rinvio (14 anni, 6 mesi e 10 giorni in appello).
Bartolomeo Arena, 48 anni, residente a Vibo Valentia – Condanna definitiva a 3 anni, 9 mesi e 10 giorni (collaboratore di giustizia).
Manuele Baldo, 58 anni, residente a Ionadi – Annullamento senza rinvio (1 anno e 4 mesi in appello).
Raffaele Antonio Giuseppe Barba, 57 anni, detto “Pino Presa”, residente a Vibo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni in appello).
Luca Belisito, 35 anni, residente a Pizzo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (16 anni in appello).
Lucio Belvedere, 43 anni, detto “Luciano”, residente a Vibo – Condanna definitiva a 3 anni e 4 mesi.
Domenico Camillò, 83 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (15 anni e 4 mesi in appello).
Gaetano Cannatà, 51 anni, alias “Sapituttu”, residente a Vibo Valentia – Condanna definitiva a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni (collaboratore di giustizia).
Paolo Carchedi, 61 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni in appello).
Gianluigi Cavallaro, 38 anni, residente a Nicotera – Condanna confermata a 3 anni e 6 mesi.
Carmelo Chiarella, 31 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (13 anni in appello).
Carmelo D’Andrea, 66 anni, alias “Coscia d’Agneiju”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (13 anni e 6 mesi in appello).
Giovanni D’Andrea, 38 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni e 8 mesi in appello).
Pasquale D’Andrea, 36 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio (4 anni e 4 mesi in appello).
Giuseppe De Certo, 32 anni, residente a Nicotera – Rinvio in appello per rideterminazione della pena.
Fabio De Gaetano, 45 anni, residente a Rombiolo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (6 anni in appello).
Nicola De Gaetano, 37 anni, residente a Rombiolo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (2 anni e 4 mesi in appello).
Orazio De Stefano, 66 anni, boss dell’omonimo clan di Reggio Calabria – Condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi.
Filippo Di Miceli, 54 anni, residente a Piscopio – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni in appello).
Michele Dominello, 33 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni e 8 mesi in appello).
Nazzareno Franzè, 62 anni, detto “Paposcia”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni in appello).
Michele Galati, 44 anni, residente a Mileto – Condanna definitiva a 4 anni.
Cristiano Gallone, 54 anni, residente a Nicotera – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (3 anni e 8 mesi in appello).
Francesco Gallone, 41 anni, residente a Nicotera – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (11 anni e 3 mesi in appello).
Pasquale Gallone, 64 anni, residente a Nicotera Marina – Annullamento con rinvio per rideterminazione della pena (19 anni e 8 mesi in appello).
Francesco Gasparro, 53 anni, residente a San Gregorio d’Ippona – Nullità della sentenza per tutti i reati con rinvio per nuovo giudizio di primo grado.
Gregorio Gasparro, 53 anni, residente a San Gregorio d’Ippona – Annullamento con rinvio (16 anni in appello).
Sergio Gentile, 45 anni, alias “Toba”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni in appello).
Gregorio Giofrè, 61 anni, residente a San Gregorio d’Ippona – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (13 anni e 4 mesi in appello).
Francesco Iannello, 44 anni, residente a San Gregorio d’Ippona – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (4 anni e 6 mesi in appello).
Leoluca Lo Bianco, 65 anni, detto “U Rozzu”, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio per morte dell’imputato (12 anni in appello).
Maria Carmelina Lo Bianco, 60 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento con rinvio (1 anno e 4 mesi in appello).
Nicola Lo Bianco, 52 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (10 anni e 8 mesi in appello).
Salvatore Lo Bianco, 52 anni, detto “U Gniccu”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (10 anni e 8 mesi in appello).
Giuseppe Lopreiato, 30 anni, residente a Sant’Onofrio – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni e 8 mesi in appello).
Domenico Macrì, 40 anni, detto “Mommo”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (19 anni e 10 mesi in appello).
Luciano Macrì, 56 anni, residente a Vibo Marina – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (20 anni in appello).
Michele Manco, 37 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni in appello).
Emanuele Mancuso, 37 anni, residente a Nicotera – Condanna definitiva a 2 anni, 8 mesi e 24 giorni (collaboratore di giustizia).
Vincenzo Mantella, 38 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento con rinvio (12 anni in appello).
Nicolino Pantaleone Mazzeo, 54 anni, residente a Mesiano di Filandari – Annullamento senza rinvio per reato associativo, rinvio per rideterminazione della pena (14 anni in appello)
Francesca Mazzotta, 29 anni, residente a Pizzo – Annullamento senza rinvio perché il fatto non sussiste (4 anni in appello).
Mariangela Mazzotta, 32 anni, residente a Pizzo – Annullamento senza rinvio perché il fatto non sussiste (10 mesi e 20 giorni in appello).
Rossana Morgese, 36 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio perché il fatto non sussiste (3 anni e 4 mesi in appello).
Salvatore Morgese, 61 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (10 anni in appello).
Gregorio Niglia, 41 anni, detto “Lollo”, residente a Briatico – Annullamento con rinvio (20 anni in appello).
Filippo Orecchio, 29 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (13 anni e 4 mesi in appello).
Emiliano Palamara, 54 anni, residente a Parghelia – Condanna definitiva a 6 anni e 8 mesi.
Costantino Panetta, 40 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio perché non ha commesso il fatto (4 anni in appello).
Domenico Pardea, 57 anni, residente a Pizzo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (16 anni in appello).
Francesco Antonio Pardea, 39 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (20 anni in appello).
Antonio Patania, 39 anni, residente a Sant’Onofrio – Annullamento con rinvio (12 anni in appello).
Lorenzo Polimeno, 47 anni, residente a Reggio Calabria – Condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi.
Andrea Prestanicola, 38 anni, residente a Ionadi – Annullamento con rinvio (12 anni e 4 mesi in appello).
Domenico Prestia, 55 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (10 anni e 8 mesi in appello).
Michele Pugliese Carchedi, 41 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni e 8 mesi in appello).
Giovanni Rizzo, 42 anni, residente a Nicotera – Annullamento con rinvio (12 anni in appello).
Saverio Sacchinelli, 42 anni, residente a Pizzoni – Condanna definitiva a 13 anni e 4 mesi.
Giuseppe Antonio Salamò, 44 anni, residente a Zungri – Annullamento senza rinvio perché non ha commesso il fatto (1 anno e 4 mesi in appello).
Giuseppe Scriva, 64 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento con rinvio (12 anni in appello).
Lulezim Shkurtaj, 37 anni, nato in Albania – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (6 anni in appello).
Pasquale Tavella, 38 anni, residente a Briatico – Assoluzione (condannato a 1 anno e 4 mesi in primo grado).
Salvatore Tulosai, 65 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio perché non ha commesso il fatto (12 anni in appello).
Paolo Vanacore, 53 anni, residente a Uboldo (Varese) – Condanna definitiva a 3 anni.
Francesco Vardè, 68 anni, residente a Nicotera – Separazione della posizione, rinvio dell’udienza al 5 giugno (5 anni e 4 mesi in appello).
Luigi Vitro’, 50 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (3 anni in appello).









