Cinque anni dopo il colossale blitz che decapitò i vertici della ’ndrangheta vibonese, il maxi processo Rinascita-Scott è arrivato davanti alla Cassazione. Per gli imputati principali ha retto l’associazione mafiosa e questo è il primo dato di fatto messo nero su bianco dalla Corte di Cassazione. Si ripartiva da oltre 600 anni di carcere inflitti in abbreviato e da 67 imputati condannati dalla Corte d’appello di Catanzaro. Per molti di loro il giudizio della Suprema corte non è definitivo perché il verdetto emesso nel pomeriggio di oggi è anche una una lunga lista di annullamenti con rinvio per un appello-bis così come d’altronde aveva chiesto nella sua requisitoria la stessa Procura generale in rappresentanza dell’accusa. L’obiettivo era il riconoscimento storico dell’esistenza strutturata dei clan Mancuso, Lo Bianco-Barba-Pardea, Fiarè-Gasparro-Giofrè con epicentro in una delle province più inquieta della Calabria, ovvero Vibo Valentia. Un dato che la Suprema corte non ha messo in discussione rigettando in gran parte le numerose doglianze difensive.
Le assoluzioni definitive
In particolare la Procura Generale aveva già dato segnali di discontinuità chiedendo 26 annullamenti con rinvio, per errori motivazionali, violazioni del contraddittorio, mancanza di prove decisive o aggravanti mal configurate; 25 ricorsi inammissibili, per vizi formali o irrilevanza e 14 rigetti, per ricorsi giudicati del tutto infondati. La decisione della Sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato in larga parte la posizione del Pg andando oltre in alcuni casi e assolvendo, in particolare, con formula piena Michele Manuele Baldo, Francesca e Mariangela Mazzotta, Rossana Morgese perché il fatto non sussiste; Costantino Emanuele Panetta, Giuseppe Antonio Salamò e Salvatore Tulosai per non aver commesso il fatto. Assolto da quattro capi di imputazione e prescritto per uno Serafino Alessandria mentre è stato assolto per non aver commesso il fatto Pantaleone Nicolino Mazzeo in relazione all’associazione mafiosa.
Annullamenti con rinvio e rideterminazione della pena
Per altri imputati la Corte ha disposto un rinvio per nuovo giudizio, spesso escludendo l’aggravante dell’art. 416-bis comma 6 c.p. (cioè il reimpiego dei capitali illeciti nell’economia sana sfruttano il vantaggio della partecipazione mafiosa). Processo d’appello-bis per Gregorio Gasparro, Maria Carmelina Lo Bianco, Vincenzo Mantella, Giovanni Rizzo, Antonio Patania, Andrea Prestanicola, Giuseppe Scriva. Per Raffaele Antonio Giuseppe Barba, Domenico Cracolici, Nazzareno Franzè, Francesco Gallone, Sergio Gentile, Gregorio Giofrè, Giuseppe Lopreiato, Luciano Macrì, Michele Pugliese Carchedi, Filippo Orecchio è caduta solo l’aggravante mentre i ricorsi sono stati rigettati sul resto delle condanne.
Mancanza di querela e prescrizioni: reati improcedibili
In alcuni casi la Cassazione ha dichiarato i reati improcedibili per assenza di querela o prescrizione limitatamente a capi di imputazioni marginali che porteranno a lievi sconti di pena. Si tratta di Pasquale e Cristiano Gallone, Luca Belsito e Michele Manco per il quale è stata esclusa un’aggravante. Aggravanti mafiose cancellate, con obbligo per la Corte d’Appello di rideterminare le pene per Domenico Camillò Carmelo Salvatore D’Andrea, Nicola Lo Bianco, Domenico Prestia.
Per Lulezim Shkurta, Fabio e Nicola De Gaetano, Giuseppe De Certo, Luigi Leonardo Vitro’ e Francesco Ianniello le aggravanti sono state escluse in parte, ma si dovrà riprocessare solo su quei punti. Sono stati disposti rinvii per nuovo giudizio o per la rideterminazione della pena, anche per Gregorio Gasparro, Vincenzo Mantella, Andrea Maria Prestia, Giuseppe Scriva, Gregorio Niglia. I giudici hanno inoltre annullato le confische patrimoniali nei confronti di Antonietta Impellizzeri, Andrea Maria Prestia e Carmelo Prestia.
Ricorsi dichiarati inammissibili
Restano comunque confermate – almeno in parte – le condanne per soggetti di primo piano come: Domenico Macrì “Mimmo”, Francesco Antonio Pardea, Pasquale Gallone (considerato il braccio destro di Luigi Mancuso), Domenico Camillò, Gregorio Giofrè (il presunto ministro dei lavori pubblici della ’ndrangheta vibonese), e i collaboratori di giustizia come Bartolomeo Arena, Gaetano Cannatà, Michele Camillò, Emanuele Mancuso (figlio del boss Pantaleone “l’ingegnere”). Per quest’ultimo pena rideterminata a 2 anni, 8 mesi 24 giorni.
Condanne alle spese: 30 imputati dovranno pagare le parti civili
In un passaggio simbolicamente rilevante, la Suprema Corte ha condannato oltre trenta imputati al pagamento delle spese del grado in favore delle parti civili e in particolare per i Comuni di Filogaso, Stefanaconi, Zungri, Limbadi, Pizzo, Sant’Onofrio, San Gregorio d’Ippona, Nicotera, Vibo Valentia, Rionadi, Mileto, Ricadi, Maierato, San Costantino Calabro, Tropea, la Provincia di Vibo Valentia, e l’Associazione Antiracket. Per ciascuna parte civile è stata liquidata la somma di 3.626 euro oltre accessori di legge.
Il verdetto della Corte di Cassazione posizione per posizione
Serafino Alessandria, 29 anni, residente a Zungri – Annullamento senza rinvio (14 anni, 6 mesi e 10 giorni in appello).
Bartolomeo Arena, 48 anni, residente a Vibo Valentia – Condanna definitiva a 3 anni, 9 mesi e 10 giorni (collaboratore di giustizia).
Manuele Baldo, 58 anni, residente a Ionadi – Annullamento senza rinvio (1 anno e 4 mesi in appello).
Raffaele Antonio Giuseppe Barba, 57 anni, detto “Pino Presa”, residente a Vibo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni in appello).
Luca Belisito, 35 anni, residente a Pizzo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (16 anni in appello).
Lucio Belvedere, 43 anni, detto “Luciano”, residente a Vibo – Condanna definitiva a 3 anni e 4 mesi.
Domenico Camillò, 83 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (15 anni e 4 mesi in appello).
Gaetano Cannatà, 51 anni, alias “Sapituttu”, residente a Vibo Valentia – Condanna definitiva a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni (collaboratore di giustizia).
Paolo Carchedi, 61 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni in appello).
Gianluigi Cavallaro, 38 anni, residente a Nicotera – Condanna confermata a 3 anni e 6 mesi.
Carmelo Chiarella, 31 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (13 anni in appello).
Carmelo D’Andrea, 66 anni, alias “Coscia d’Agneiju”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (13 anni e 6 mesi in appello).
Giovanni D’Andrea, 38 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni e 8 mesi in appello).
Pasquale D’Andrea, 36 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio (4 anni e 4 mesi in appello).
Giuseppe De Certo, 32 anni, residente a Nicotera – Rinvio in appello per rideterminazione della pena.
Fabio De Gaetano, 45 anni, residente a Rombiolo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (6 anni in appello).
Nicola De Gaetano, 37 anni, residente a Rombiolo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (2 anni e 4 mesi in appello).
Orazio De Stefano, 66 anni, boss dell’omonimo clan di Reggio Calabria – Condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi.
Filippo Di Miceli, 54 anni, residente a Piscopio – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni in appello).
Michele Dominello, 33 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni e 8 mesi in appello).
Nazzareno Franzè, 62 anni, detto “Paposcia”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni in appello).
Michele Galati, 44 anni, residente a Mileto – Condanna definitiva a 4 anni.
Cristiano Gallone, 54 anni, residente a Nicotera – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (3 anni e 8 mesi in appello).
Francesco Gallone, 41 anni, residente a Nicotera – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (11 anni e 3 mesi in appello).
Pasquale Gallone, 64 anni, residente a Nicotera Marina – Annullamento con rinvio per rideterminazione della pena (19 anni e 8 mesi in appello).
Francesco Gasparro, 53 anni, residente a San Gregorio d’Ippona – Nullità della sentenza per tutti i reati con rinvio per nuovo giudizio di primo grado.
Gregorio Gasparro, 53 anni, residente a San Gregorio d’Ippona – Annullamento con rinvio (16 anni in appello).
Sergio Gentile, 45 anni, alias “Toba”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni in appello).
Gregorio Giofrè, 61 anni, residente a San Gregorio d’Ippona – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (13 anni e 4 mesi in appello).
Francesco Iannello, 44 anni, residente a San Gregorio d’Ippona – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (4 anni e 6 mesi in appello).
Leoluca Lo Bianco, 65 anni, detto “U Rozzu”, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio per morte dell’imputato (12 anni in appello).
Maria Carmelina Lo Bianco, 60 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento con rinvio (1 anno e 4 mesi in appello).
Nicola Lo Bianco, 52 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (10 anni e 8 mesi in appello).
Salvatore Lo Bianco, 52 anni, detto “U Gniccu”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (10 anni e 8 mesi in appello).
Giuseppe Lopreiato, 30 anni, residente a Sant’Onofrio – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni e 8 mesi in appello).
Domenico Macrì, 40 anni, detto “Mommo”, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (19 anni e 10 mesi in appello).
Luciano Macrì, 56 anni, residente a Vibo Marina – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (20 anni in appello).
Michele Manco, 37 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (12 anni in appello).
Emanuele Mancuso, 37 anni, residente a Nicotera – Condanna definitiva a 2 anni, 8 mesi e 24 giorni (collaboratore di giustizia).
Vincenzo Mantella, 38 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento con rinvio (12 anni in appello).
Nicolino Pantaleone Mazzeo, 54 anni, residente a Mesiano di Filandari – Annullamento senza rinvio per reato associativo, rinvio per rideterminazione della pena (14 anni in appello)
Francesca Mazzotta, 29 anni, residente a Pizzo – Annullamento senza rinvio perché il fatto non sussiste (4 anni in appello).
Mariangela Mazzotta, 32 anni, residente a Pizzo – Annullamento senza rinvio perché il fatto non sussiste (10 mesi e 20 giorni in appello).
Rossana Morgese, 36 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio perché il fatto non sussiste (3 anni e 4 mesi in appello).
Salvatore Morgese, 61 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (10 anni in appello).
Gregorio Niglia, 41 anni, detto “Lollo”, residente a Briatico – Annullamento con rinvio (20 anni in appello).
Filippo Orecchio, 29 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (13 anni e 4 mesi in appello).
Emiliano Palamara, 54 anni, residente a Parghelia – Condanna definitiva a 6 anni e 8 mesi.
Costantino Panetta, 40 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio perché non ha commesso il fatto (4 anni in appello).
Domenico Pardea, 57 anni, residente a Pizzo – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (16 anni in appello).
Francesco Antonio Pardea, 39 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (20 anni in appello).
Antonio Patania, 39 anni, residente a Sant’Onofrio – Annullamento con rinvio (12 anni in appello).
Lorenzo Polimeno, 47 anni, residente a Reggio Calabria – Condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi.
Andrea Prestanicola, 38 anni, residente a Ionadi – Annullamento con rinvio (12 anni e 4 mesi in appello).
Domenico Prestia, 55 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (10 anni e 8 mesi in appello).
Michele Pugliese Carchedi, 41 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (14 anni e 8 mesi in appello).
Giovanni Rizzo, 42 anni, residente a Nicotera – Annullamento con rinvio (12 anni in appello).
Saverio Sacchinelli, 42 anni, residente a Pizzoni – Condanna definitiva a 13 anni e 4 mesi.
Giuseppe Antonio Salamò, 44 anni, residente a Zungri – Annullamento senza rinvio perché non ha commesso il fatto (1 anno e 4 mesi in appello).
Giuseppe Scriva, 64 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento con rinvio (12 anni in appello).
Lulezim Shkurtaj, 37 anni, nato in Albania – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (6 anni in appello).
Pasquale Tavella, 38 anni, residente a Briatico – Assoluzione (condannato a 1 anno e 4 mesi in primo grado).
Salvatore Tulosai, 65 anni, residente a Vibo Valentia – Annullamento senza rinvio perché non ha commesso il fatto (12 anni in appello).
Paolo Vanacore, 53 anni, residente a Uboldo (Varese) – Condanna definitiva a 3 anni.
Francesco Vardè, 68 anni, residente a Nicotera – Separazione della posizione, rinvio dell’udienza al 5 giugno (5 anni e 4 mesi in appello).
Luigi Vitro’, 50 anni, residente a Vibo Valentia – Rinvio in appello per rideterminazione della pena (3 anni in appello).
Il collegio difensivo
Vastissimo il collegio difensivo composto, tra gli altri, dagli avvocati Luca Cianferoni, Diego Brancia, Giuseppe Di Renzo, Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Walter Franzè, Tommaso Zavaglia, Francesco Capria, Pamela Tassone, Giuseppe Cutrullà, Paride Scinica, Giovanbattista Puteri, Francesco Gambardella, Marianna Puntoriero, Sergio Rotundo, Antonio Crudo, Vincenzo Gennaro, Giuseppe Gervasi, Giuseppe Bagnato, Francesco Calabrese, Francesco Lojacono, Giovanni Vecchio, Antonino Restuccia, Giovanna Fronte, Guido Contestabile, Antonio Barillaro, Pino Zofrea e Vincenzo Sorgiovanni.









