La Corte d’Appello di Catanzaro riapre ufficialmente il dossier Rinascita Scott. Con il decreto di citazione a giudizio notificato nei giorni scorsi, la seconda sezione penale ha fissato per il prossimo 16 aprile l’udienza dell’appello-bis del troncone celebrato con rito abbreviato, di ritorno dalla Corte di Cassazione dopo l’annullamento con rinvio disposto lo scorso 22 maggio. Un passaggio che segna un nuovo snodo processuale, chiamato a fare chiarezza dopo la raffica di scarcerazioni e a rideterminare le pene per la maggior parte degli imputati, alla luce dei rilievi della Suprema Corte sull’applicazione dell’aggravante del finanziamento delle attività economiche, l’ormai famigerato ex art. 416-bis, comma 6 del codice penale che, di fatto, ha rimesso in libertà diversi imputati. Il provvedimento firmato dalla seconda sezione penale dispone la citazione di quarantaquattro imputati e di un ampio fronte di parti civili. È il ritorno in aula di un procedimento che, nel rito abbreviato, aveva già prodotto una sentenza di primo grado il 6 novembre 2021 e un appello il 30 ottobre 2023, ora inciso dall’intervento della Cassazione.
Cosa ha detto la Cassazione
Nelle motivazioni depositate dalla Sesta sezione penale, la Cassazione aveva confermato il reato di associazione mafiosa, censurando l’automatismo probatorio con cui i giudici di merito avevano applicato l’aggravante del finanziamento delle attività economiche. La Suprema Corte ha chiarito che l’aggravante richiede un accertamento in fatto sulla destinazione dei proventi illeciti, sulla dimensione degli investimenti e sulla loro idoneità a determinare il controllo del mercato e l’alterazione della concorrenza. In assenza di tale verifica, l’aggravante non può reggere. Da qui l’annullamento sul punto e la necessità di rideterminare le pene.
Il cuore dell’appello-bis sarà quindi la rideterminazione delle pene senza l’automatica applicazione dell’aggravante ex art. 416-bis, comma 6. La Cassazione ha chiesto ai giudici di merito di motivare in modo puntuale su quali attività economiche, con quali capitali, in quali settori e con quale capacità di alterare il mercato siano state finanziate. Senza questa verifica, l’aggravante non può essere confermata. È su questo crinale che si giocherà il nuovo giudizio.
Gli imputati di nuovo davanti alla Corte
Il decreto di citazione riguarda i seguenti imputati: Raffaele Antonio Giuseppe Barba, 58 anni, Vibo Valentia; Luca Belsito, 35 anni, Pizzo; Domenico Camillò, 84 anni, Vibo Valentia; Paolo Carchedi, 62 anni, Vibo Valentia; Carmelo Chiarella, 34 anni, Vibo Valentia; Domenico Cracolici, 43 anni, Maierato; Carmelo Salvatore D’Andrea, 67 anni, Vibo Valentia; Giovanni Claudio D’Andrea, 39 anni, Vibo Valentia; Pasquale Antonio D’Andrea, 36 anni, Vibo Valentia; Giuseppe De Certo, 32 anni, Nicotera; Fabio De Gaetano, 45 anni, Rombiolo; Nicola De Gaetano, 37 anni, Rombiolo;
Filippo Di Miceli, 54 anni, Vibo Valentia; Michele Dominello, 34 anni, Vibo Valentia
Nazzareno Franzè, 63 anni, Vibo Valentia; Cristiano Gallone, 55 anni, Nicotera; Francesco Gallone, 42 anni, Nicotera; Pasquale Gallone, 65 anni, Nicotera; Gregorio Gasparro, 54 anni, San Gregorio d’Ippona; Sergio Gentile, 46 anni, Vibo Valentia; Gregorio Giofrè, 61 anni, San Gregorio d’Ippona; Francesco Iannello, 45 anni, San Gregorio d’Ippona; Maria Carmelina Lo Bianco, 61 anni, Vibo Valentia; Nicola Lo Bianco, 53 anni, Vibo Valentia; Salvatore Lo Bianco, 53 anni, Vibo Valentia; Giuseppe Lopreiato, 31 anni, Sant’Onofrio; Domenico Macrì, 41 anni, Vibo Valentia; Luciano Macrì, 57 anni, Vibo Valentia; Michele Manco, 37 anni, Vibo Valentia; Vincenzo Mantella, 39 anni, Vibo Valentia; Nicolino Pantaleone Mazzeo, 55 anni, Filandari; Salvatore Morgese, 62 anni, Vibo Valentia; Gregorio Niglia, 42 anni, Briatico; Filippo Orecchio, 30 anni, Nicotera; Domenico Pardea, 58 anni, Pizzo; Francesco Antonio Pardea, 39 anni, Vibo Valentia; Antonio Patania, 40 anni, Sant’Onofrio; Andrea Prestanicola, 39 anni, Ionadi; Domenico Prestia, 56 anni, Vibo Valentia; Michele Pugliese Carchedi, 41 anni, Vibo Valentia; Giovanni Rizzo, 43 anni, Nicotera; Giuseppe Scriva, 66 anni, Vibo Valentia; Lulezim Shkurtaj, 38 anni, Castelfiorentino; Luigi Leonardo Vitrò, 51 anni, Vibo Valentia.
Gli imputati del rito abbreviato oggi in libertà
Alla luce dei provvedimenti intervenuti nelle ultime settimane, risultano attualmente in libertà, o comunque non più detenuti per il procedimento Rinascita Scott (rito abbreviato), diversi imputati citati nel decreto di appello-bis e destinatari di ordini di carcerazione successivamente annullati per inefficacia del titolo esecutivo. Tra questi figura Domenico “Mommo” Macrì, 41 anni, Vibo Valentia, la cui scarcerazione ha rappresentato uno dei primi effetti concreti dell’annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione in punto di pena. Analoga situazione riguarda Francesco Antonio Pardea, 39 anni, Vibo Valentia, per il quale la Corte d’Appello di Catanzaro ha annullato l’ordine di carcerazione nonostante la precedente detenzione in regime di 41 bis, disponendo la liberazione in assenza di un titolo valido e in attesa della nuova rideterminazione della pena. Sono tornati in libertà anche Michele Dominello, 34 anni, Vibo Valentia, Salvatore Morgese, 62 anni, Vibo Valentia, Paolo Carchedi, 62 anni, Vibo Valentia, Giovanni D’Andrea, 39 anni, Vibo Valentia. Già in precedenza, sempre nel solco tracciato dalla Suprema Corte, aveva ottenuto la scarcerazione Domenico Cracolici, 43 anni, Maierato.
Il collegio difensivo
Gli imputati sono difesi da un articolato collegio difensivo composto dai seguenti avvocati: Diego Brancia, Salvatore Staiano, Francesco Calabrese, Salvatore Sorbilli, Luca Cianferoni, Raffaele Manduca, Giuseppe Di Renzo, Fabrizio Merluzzi, Sergio Rotundo, Mario Murone, Gianluca Fontana, Dario Vannetiello, Francesco Antonio Capria, Antonio Barillari, Guido Contestabile, Giosuè Monardo, Walter Franzè, Daniela Marina Garisto, Giuseppe Bagnato, Valerio Vianello Accorretti, Mario Antinucci, Alfredo Gaito, Gaetano Scalamogna, Renzo Andricciola, Tiziana Barillaro, Vincenzo Gennaro, Letterio Rositano, Pietro Antonio Corsaro, Domenico Leto, Maria Cristina Masetti, Giovanni Sisto Vecchio, Paride Scinica, Giorgio Vianello Accorretti, Maria Emanuela Genovese, Elisabetta Polito, Giuseppe Orecchio, Pamela Tassone, Giuseppe Lopresti, Stefano Lucisano, Giuseppe Morelli, Giuseppe Zofrea, Antonio Barilaro, Francesco Sabatino.
Le parti civili e il fronte istituzionale
Il nuovo giudizio vede confermato un ampio schieramento di parti civili: i Comuni di Filandari, Filogaso, Ionadi, Limbadi, Maierato, Mileto, Nicotera, Pizzo, Ricadi, San Costantino Calabro, San Gregorio d’Ippona, Sant’Onofrio, Stefanaconi, Tropea, Vibo Valentia e Zungri, la Provincia di Vibo Valentia, la Regione Calabria, l’Associazione antiracket e antiusura di Vibo Valentia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Interno e il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento antiracket e antiusura, rappresentati dai rispettivi legali. Un fronte che testimonia la rilevanza pubblica del procedimento e l’impatto sul territorio.









