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16 Maggio 2026
16 Maggio 2026
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Scandalo vivisezione all’Università di Catanzaro, l’udienza prosegue con la costituzione delle parti civili

Ventisette indagati e l’accusa shock di maltrattamenti e associazione a delinquere. In aula le associazioni animaliste e dei consumatori per chiedere giustizia su presunti abusi, morti sospette e gravi violazioni negli stabulari

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Oggi nuova udienza a Catanzaro per lo scandalo vivisezione all’Università “Magna Graecia“. Alle ore 15.00, davanti al giudice dell’udienza preliminare, si terrà la nuova udienza in cui si stabiliranno le parti civili ammesse al processo che vede alla sbarra  27 indagati, tra cui il rettore dell’università all’epoca dei fatti.

I reati contestati

Come ricorda l’avv. Cristiano Ceriello, presidente e avvocato del Partito Animalista Italiano che oltre ad aver depositato a suo tempo denuncia si costituirà parte civile sia per il Partito animalista che per l’associazione Difesa Consumatori e Contribuenti, “i reati contestati vanno dall’associazione a delinquere sino al maltrattamento animale e fino a 7 anni di reclusione.  All’interno degli stabulari dell’Università viene appunto contestata l’attività del sodalizio criminale sulla presunta esecuzione delle attività di ricerca con modalità gravemente lesive della salute e del benessere animale nonché sulle modalità di rendicontazione delle stesse, in guisa tale da occultare i presunti illeciti compiuti. Al rettore viene contestato di aver presuntivamente avallato le richieste degli altri docenti universitari di effettuare attività di ricerca in vivo nonostante le gravi carenze presenti negli stabulari d’Ateneo, oltre ad aver avviato un’attività di allevamento abusivo di topi e ratti nello stabulario sito in Roccelletta di Borgia, fornendo successivamente istruzioni ai correi sulla loro gestione e sulla rendicontazione degli animali nati”.

Il rapporto corruttivo

Ceriello dice ancora: “Il rapporto corruttivo riguarderebbe anche il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp Veterinaria di Catanzaro e, per la Procura, promotore e organizzatore dell’associazione sarebbe anche il vertice dell’Organismo Preposto al Benessere Animale, nonché il presidente, sino al 2023, della Scuola di Farmacia e Nutraceutica – organismo avente la diretta gestione degli Stabulari d’Ateneo – e di responsabile del benessere animale per lo stabulario di Germaneto. Reati che poi ricadono su altri indagati (in tutto sono 27) anche per la morte e maltrattamenti ingiusto di animali da laboratorio”.

Alcuni passaggi negli atti della Procura

Sempre Ceriello ricorda che quello che si legge negli atti della Procura: “anomalie della temperatura interna dei locali, ventilazione degli stessi effettuata non in condizioni di isolamento dall’esterno, continui guasti al sistema luce – buio. Assenza di condizioni igieniche adeguate ed omissione totale dei controlli e delle analisi microbiologiche, a fronte di accertate morie anomale degli animali”. Insomma siamo solo alla seconda udienza di un lungo iter procedurale che vedrà costituito non solo il Partito Animalista Italiano, ma anche l’associazione nazionale “Difesa Consumatori e Contribuenti”, sempre difesa dall’avv. Cristiano Ceriello, oltre che alle maggiori associazioni italiani per la salvaguardia del benessere animale. “Tutti oggi in aula con la richiesta di ammissione di parte civile in quello che è stato definito il “maxi processo” in Italia alla vivisezione”, conclude Ceriello.

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