La sentenza del Tar Calabria sul dissesto finanziario del Comune di Sellia riapre il confronto politico sulla vicenda. Dopo la decisione dei giudici amministrativi, che hanno respinto il ricorso presentato contro la deliberazione del Consiglio comunale, è intervenuto l’ex sindaco Davide Zicchinella per chiarire la propria posizione.
Secondo l’ex primo cittadino, la pronuncia non avrebbe collegato le cause del dissesto alla sua esperienza amministrativa, ma avrebbe evidenziato una situazione contabile maturata successivamente. “La sentenza del Tar, pubblicata oggi, non accoglie il mio ricorso avverso la decisione del Consiglio Comunale di Sellia di dichiarare il dissesto finanziario dell’Ente, ma aiuta a capire la verità dei fatti”, ha dichiarato Zicchinella.
Zicchinella: “Il disavanzo del 107% non riguarda il mio mandato”
Nel commentare la decisione del tribunale amministrativo, l’ex sindaco ha posto l’attenzione sulla distinzione tra l’esistenza dei presupposti tecnici per dichiarare il dissesto e l’attribuzione delle responsabilità amministrative.
Secondo Zicchinella, la sentenza avrebbe confermato la presenza delle condizioni oggettive che hanno portato al dissesto, senza però ricondurle alla gestione della sua amministrazione. “Nella stessa si dice che sussistevano i presupposti obiettivi per il dissesto, ma non si ricollegano tali presupposti all’Amministrazione Zicchinella; si fa riferimento, infatti, ad un disavanzo del 107% non imputabile alla mia amministrazione ma avvenuto in esercizi contabili successivi alle mie dimissioni da sindaco”, ha spiegato.
“Difendere il lavoro amministrativo svolto”: la posizione dell’ex sindaco
Al centro dell’intervento di Zicchinella c’è soprattutto la volontà di tutelare il percorso amministrativo portato avanti durante il suo mandato. L’ex sindaco sottolinea infatti che il suo obiettivo principale era evitare che la propria attività politica e amministrativa venisse associata alle cause del dissesto finanziario dell’Ente.
“In sostanza – ha affermato Zicchinella – quello che a me interessava era che la mia pluriennale attività amministrativa, improntata alla legalità, alla correttezza ed all’efficienza amministrativa, non fosse accostata alle cause del dissesto”.












