Si è concluso con una condanna a due anni, quattro mesi e venti giorni di reclusione il procedimento penale a carico di M. B., 51 anni, residente a San Remo, accusato di detenzione e accesso a materiale pedopornografico e pornografia minorile nell’ambito di un tentativo di adescamento online ai danni di un minore di Catanzaro, portatore di handicap. La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale di Genova, competente per territorio.
Il contatto e l’inganno
Secondo quanto emerso nel corso del processo, l’uomo avrebbe contattato il minore tramite WhatsApp, utilizzando una utenza telefonica e spacciandosi per una ragazza, con l’obiettivo di indurlo in errore e ottenere un appagamento sessuale. I fatti contestati risalgono all’aprile del 2023.
Il gruppo WhatsApp e le richieste
In particolare, l’imputato avrebbe invitato il minore a creare un gruppo WhatsApp, chiedendogli di inserire anche alcuni amici. All’interno del gruppo, avrebbe poi pubblicato un messaggio in lingua inglese nel quale sollecitava lo scambio di materiale pedopornografico, promettendo rapporti sessuali.
La diffusione di immagini
Sempre secondo l’accusa, Barbagelata avrebbe diffuso immagini di minori in pose sessuali e avrebbe richiesto video raffiguranti violenze su bambini, circostanza che ha aggravato il quadro indiziario esaminato dal Tribunale.
Parte civile e risarcimento
Nel processo la parte civile è stata rappresentata dall’avvocato Antonello Talerico, del foro di Catanzaro. Oltre alla pena detentiva, il Tribunale ha disposto un risarcimento del danno pari a 7.000 euro in favore della persona offesa.









