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6 Marzo 2026
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Calabria
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Liste d’attesa “parallele” alla Dulbecco, la Corte dei Conti revoca il sequestro e restituisce i beni a Bruni e Garofalo

Dopo l’annullamento del Riesame, arriva anche lo stop della Corte dei conti. Cadono i sequestri milionari e vacilla l’inchiesta sul presunto “Sistema Scorcia”

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La Corte dei conti – Sezione giurisdizionale per la Regione Calabria ha disposto la revoca del sequestro conservativo nei confronti dei professori universitari e medici Eugenio Garofalo e Andrea Bruni, nell’ambito del procedimento contabile collegato al presunto “Sistema Scorcia” relativo alla gestione delle attività sanitarie presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Mater Domini di Catanzaro.

Il provvedimento, contenuto nell’ordinanza n. 9/2026, annulla il decreto presidenziale che nel dicembre scorso aveva autorizzato un sequestro per un valore complessivo di oltre 9 milioni di euro nei confronti di undici professionisti, tra medici e docenti universitari, per un presunto danno erariale contestato dalla Procura regionale contabile.

Accolte integralmente le tesi difensive

La decisione è intervenuta su istanza dei difensori: gli avvocati Francesco Iacopino e Crescenzio Santuori per il professor Garofalo e l’avvocato Enrico Morcavallo per il professor Bruni. Secondo quanto evidenziato nella motivazione, la magistratura contabile ha ritenuto del tutto insussistenti i presupposti per l’adozione della misura cautelare, escludendo la presenza di elementi idonei a giustificare il sequestro. Una valutazione definita particolarmente netta, che ha portato alla revoca del vincolo e alla restituzione delle somme sottoposte a sequestro.

Le accuse contestate

Secondo la prospettazione accusatoria della Procura erariale, i due professionisti avrebbero svolto attività libero-professionale presso strutture sanitarie private in assenza delle prescritte autorizzazioni e in violazione del regime di esclusività previsto dal rapporto di lavoro con l’Azienda ospedaliero-universitaria. Le somme sequestrate sarebbero state, secondo l’accusa, i compensi percepiti per tali attività, ritenute illecite anche sotto i profili della truffa e della falsità ideologica.

Il precedente del Tribunale del Riesame

Già in precedenza il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva escluso la fondatezza dell’impianto cautelare disposto dal gip, annullando il sequestro patrimoniale nell’ambito del procedimento penale. Con la decisione della Corte dei conti, anche sul versante erariale viene ora smentita la ricostruzione accusatoria, sempre in sede cautelare, con una valutazione che nega la sussistenza dei presupposti per la misura.

La nota della difesa

“Le decisioni dei giudici – si legge in una nota diramata agli organi di stampa dal collegio difensivo – rappresentano una bocciatura particolarmente significativa dell’impostazione investigativa, inizialmente formulata dalla Guardia di finanza e successivamente sostenuta dalla Procura ordinaria e da quella erariale. I professori Garofalo e Bruni hanno sempre rivendicato la piena correttezza del proprio operato, sostenendo di aver agito nel rispetto della normativa vigente e negando qualsiasi condotta illecita. Le pronunce cautelari restituiscono ora serenità ai due medici, che fin dall’inizio avevano proclamato la propria estraneità ai fatti contestati”.

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