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3 Marzo 2026
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Calabria
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Smascherato falso promotore a Reggio Calabria, confiscati 4.000 gioielli e assicurazioni per oltre 2 milioni (FOTO – VIDEO)

Coinvolti centinaia di risparmiatori in un presunto schema Ponzi. Operazione dei finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e del Nucleo speciale di Polizia valutaria

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Più di 4mila preziosi, tra cui 63 diamanti, 14 collane, 33 bracciali e oltre 200 anelli in oro, insieme a orologi di marchi prestigiosi46 Rolex, 21 Tudor e 7 Cartier – e polizze assicurative”. È il contenuto di un vero e proprio tesoro da oltre 2 milioni di euro confiscato a un sedicente promotore finanziario di Reggio Calabria. Il provvedimento è stato eseguito dal Comando provinciale della Guardia di finanza e dal Nucleo speciale di polizia valutaria, su disposizione della Sezione misure di prevenzione del Tribunale.

Le accuse

L’uomo è ritenuto il vertice di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati quali l’abusiva raccolta e gestione del risparmio, la vendita di strumenti finanziari fasulli, l’autoriciclaggio e l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Le indagini

L’operazione nasce dalle indagini economico-patrimoniali svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria e dal Nucleo speciale polizia valutaria. Al centro degli accertamenti, l’evidente discrepanza tra i redditi ufficiali e il patrimonio accumulato.

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L’incoerenza tra i modesti redditi dichiarati e le effettive disponibilità del sedicente promotore finanziario – spiega la Procura – corroborata dalle dichiarazioni rese dalle persone offese e da ulteriori approfondimenti investigativi, è stata ritenuta idonea a dimostrare la pericolosità sociale del soggetto, che nel periodo in cui è maturata l’accumulazione illecita dei beni sottoposti a confisca viveva abitualmente, in tutto o in parte, dei proventi derivanti dalle attività illegalmente esercitate.

Il sistema

Dagli accertamenti è emerso come il professionista, agendo sotto lo schermo di società finanziarie appositamente costituite, abbia ricevuto denaro da centinaia di risparmiatori, residenti in tutta Italia, prospettando rendimenti particolarmente allettanti.

La raccolta del risparmio sarebbe avvenuta mediante la stipula di contratti nell’ambito di un sistema piramidale, in cui le entrate, che consentivano di finanziare il corrispettivo promesso ai partecipanti, non derivano da un’attività reale, bensì dal beneficio economico conseguente all’ingresso di altri soggetti nel sistema, il cosiddetto schema Ponzi.

La decisione del Tribunale

La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dei beni e delle altre disponibilità finanziarie riconducibili al promotore finanziario. Le ricchezze sono state individuate non solo in Italia, ma anche in Spagna e Germania.

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