1 Settembre 2026
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Spara a un uomo e poi picchiano il figlio a Vibo, svolta nelle indagini: fermato il presunto autore (NOME)

Il provvedimento disposto dalla Procura per tentato omicidio e porto di un’arma clandestina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sparatoria sarebbe maturata dopo una rissa avvenuta nei pressi di un autolavaggio

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Svolta nelle indagini sulla sparatoria avvenuta nei giorni scorsi nel quartiere Affaccio di Vibo Valentia, dove un uomo era stato raggiunto da alcuni colpi di pistola e, poco dopo, il figlio era stato violentemente aggredito. Nella giornata di ieri è stato eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Antonio Manco, 54 anni di Vibo Valentia, ritenuto dagli investigatori il presunto autore del ferimento a colpi d’arma da fuoco di Gabriele Ionadi. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, su iniziativa del pubblico ministero Alessandra Trabucco, nell’ambito dell’inchiesta condotta dagli investigatori della Squadra Mobile sulla sequenza di violenze che aveva creato forte allarme in città. Manco, assistito dagli avvocati Giuseppe Orecchio e Francesco Lione, è indagato, tra le altre ipotesi contestate, per tentato omicidio e per il porto in luogo pubblico di un’arma clandestina.

La sparatoria nel quartiere Affaccio

I fatti al centro dell’inchiesta risalgono alla mattina del 27 agosto, quando nel quartiere Affaccio, Ionadi era stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco. L’uomo, di circa 60 anni, era rimasto ferito in maniera non grave ed era stato accompagnato all’ospedale Jazzolino dal figlio. Proprio nei minuti successivi si era verificato un secondo episodio. Dopo aver lasciato il padre al pronto soccorso, infatti, il giovane era stato intercettato durante il tragitto verso casa e violentemente aggredito da alcune persone. Le ferite riportate lo avevano costretto a fare ritorno nello stesso ospedale per ricevere le cure dei sanitari. Due episodi ravvicinati sui quali la Squadra mobile di Vibo Valentia aveva immediatamente avviato accertamenti per verificare l’esistenza di un collegamento.

La pista della rissa all’autolavaggio

Secondo la ricostruzione investigativa sviluppata dall’ufficio di Procura, dietro la sparatoria potrebbe esserci una precedente aggressione avvenuta nei pressi di un autolavaggio di Vibo Valentia. Un episodio verificatosi poco prima e degenerato in una violenta lite, nel quale sarebbero rimasti coinvolti anche alcuni familiari di Manco. È proprio su questo precedente che gli investigatori avrebbero concentrato parte dell’attività investigativa. L’ipotesi al vaglio della Procura è che il ferimento di Ionadi possa essere stato una risposta a quanto accaduto durante quella precedente aggressione. Un possibile movente che dovrà naturalmente trovare conferma nel prosieguo dell’inchiesta e nel confronto con gli elementi raccolti dagli investigatori.

Telecamere e testimonianze al centro delle indagini

Dopo la sparatoria la Squadra mobile aveva avviato una serrata attività investigativa, raccogliendo testimonianze, informazioni e immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. L’obiettivo era ricostruire sia la dinamica dell’agguato sia gli spostamenti delle persone coinvolte nelle ore precedenti e successive. Gli investigatori hanno inoltre cercato di ricomporre il quadro delle tensioni maturate nei giorni precedenti, partendo proprio dalla lite avvenuta nei pressi dell’autolavaggio, dove si era reso necessario anche l’intervento delle forze dell’ordine e del personale sanitario del 118. Il fermo di Antonio Manco rappresenta adesso il primo importante sviluppo dell’inchiesta. Le accuse formulate nei suoi confronti restano naturalmente ipotesi investigative da verificare nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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