Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Francesca Loffredo, ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di Simone Franzè, 19 anni, indagato per concorso in tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco in relazione al ferimento di Francesco Pesce, avvenuto nella notte del 5 ottobre 2025 a Filandari.
La decisione accoglie l’istanza avanzata dal difensore, avvocato Diego Brancia, e interviene nonostante il precedente rigetto del ricorso da parte del Tribunale del riesame di Catanzaro, cui Franzè si era rivolto nelle fasi iniziali del procedimento. Il giovane, dunque, lascerà il carcere di Vibo Valentia per essere sottoposto a una misura meno afflittiva, pur restando strettamente controllato.
Il quadro accusatorio resta, ma cambia la misura
Nel provvedimento, il gip non ridimensiona il quadro indiziario, che viene definito ancora grave e coerente con l’ipotesi accusatoria delineata dalla Procura. La ricostruzione dei fatti — fondata su accertamenti tecnici, tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e dichiarazioni raccolte nel corso delle indagini — continua a collocare Franzè nel contesto dell’azione armata culminata nel ferimento del ventenne. Tuttavia, secondo il giudice, le esigenze cautelari possono ora essere adeguatamente fronteggiate con gli arresti domiciliari, rafforzati dall’applicazione del braccialetto elettronico, ritenuto idoneo a prevenire il rischio di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio.








