Fiumi di eroina e cocaina provenienti da Napoli e Gioia Tauro e distribuite nella zona di viale Isonzo, nel quartiere Pistoia di Catanzaro, attraverso una vera e propria piazza di spaccio attiva 24 ore su 24, gestita da un nucleo familiare con una rete di vedette, corrieri e pusher. Con le accuse di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, varie ipotesi di cessione di droga il gup del Tribunale di Catanzaro Mario Santoemma ha rinviato a giudizio 14 dei 32 imputati che hanno scelto il rito ordinario, coinvolti nel blitz Travel che a marzo dell’anno scorso aveva portato a 6 arresti. Due le istanze di patteggiamento, alcune posizioni stralciate per difetti di notifica e altri imputati, come Fabio Bevilacqua, Silvana Vecceloque Pereloque hanno scelto il rito abbreviato
I rinviati a giudizio
Il gup ha mandato a processo Domenico Bevilacqua, inteso “nonno Domenico”; , Maria Chiara Bevilacqua, intesa “Chiara”; Massimo Bevilacqua, inteso “u pacciu”; Anna Vecceloque Pereloque, intesa “Annetta; Sergio Bevilacqua, inteso “Gualù”; Pierpaolo Mamone, inteso “Paolo”; Damiano Veneziano; Giuseppe Mastruzzo; Teresa Mazzuoccolo; Carmelo Veciloque, inteso “Melino”; Giovanni Abbruzzese, inteso “Gianni”; Antonella Bevilacqua; Cosimo Abbruzzese, inteso “Cosimino” e Jessica Bevilacqua. La prima udienza davanti al giudice del Tribunale monocratico di Catanzaro si terrà il prossimo 4 maggio.
Istanza di patteggiamento
Hanno formulato richiesta di patteggiamento Rosario Belcamino, inteso “Giorgio” e Alfredo Benassai;
Il dominus dell’associazione e i sodali
Il capo,l’uomo di riferimento di tutti gli associati, per la Dda è Fabio Bevilacqua, a cui viene gli riconosciuto potere decisionale sul sodalizio criminale. E’ colui che determina le strategie organizzative, stabilisce modalità e tempi delle principali attività da intraprendere e gestisce personalmente gli approvvigionamenti, la distribuzione al dettaglio del narcotico, esplorando altre piazze di spaccio, col duplice obiettivo di agganciare mediatori utili e per allargare il cerchio dei clienti. Il fratello Cosimo Bevilacqua, dirigente il sodalizio, nonostante la giovane età (28enne) dimostra abilità nell’intrattenere rapporti sia con i clienti che con diversi fornitori. Dopo l’arresto del fratello lo ha sostituisce nel governo dell’associazione, impegnato nella gestione delle partite di stupefacente approvvigionato, nell’amministrazione finanziaria del gruppo, nel sostentamento delle famiglie, preoccupandosi di segnalare la presenza delle auto delle Forze di polizia, transitanti su viale Isonzo, dove vengono svolte le principali attività del sodalizio criminale.
Il ruolo delle donne
Anche le donne rivestono un ruolo fondamentale all’interno del sodalizio. Silvana Vecceloque Pereloque, la madre di Fabio e Cosimo Bevilacqua è preposta alla gestione del rifornimento delle partite di cocaina ed eroina, sorvegliando l’abitazione dove si svolgono le principali attività del sodalizio, scongiurando i pericoli derivanti dalla presenza delle Forze dell’ordine. Luana Pappaianni, moglie di Fabio, secondo le ipotesi accusatorie, fornisce un contributo logistico e finanziario, deputata alla parcellizzazione e cessione al dettaglio della droga, mentre la moglie di Cosimo Bevilacqua Luana Berlingieri esegue le direttive del marito. In questo contesto Mirko Bevilacqua, fratello di Fabio e Cosimo, si dedica ad effettuare le consegne di droga concordate con Cosimo Bevilacqua e Luana Pappaianni. Centonove i capi di imputazione in cui vengono documentate, da parte del gruppo, le varie cessioni di droga pesante agli assuntori.
Il collegio difensivo
Sono impegnati nel processo tra gli altri gli avocati Nicola Tavano, Mary Aiello, Stefano Nimpo, Salvatore Iannone, Vittorio Platì, Arturo Bova, Piero Chiodo, Antonio Ludovico, Giovanni Gemelli, Antonio Larussa.









