La Procura di Vibo Valentia ha chiesto il rinvio a giudizio per nove indagati nell’ambito di un’inchiesta sul Superbonus 110%, con l’accusa di concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Tra i nomi coinvolti spicca quello del sindaco di Nardodipace, Romano Loielo, finito nel mirino degli inquirenti insieme ad altre persone considerate parte del presunto sistema di frode.
Il meccanismo contestato: immobili non idonei e lavori mai eseguiti
Secondo la ricostruzione accusatoria, i fondi pubblici sarebbero stati ottenuti illegittimamente attraverso la presentazione di progetti di efficientamento energetico e adeguamento sismico relativi a edifici che, nel caso di Nardodipace, non erano complessi condominiali.
Una condizione essenziale, questa, per poter accedere al beneficio previsto dallo Stato. L’assenza dei requisiti, secondo gli investigatori, rende le richieste di finanziamento totalmente indebite.
Il danno stimato allo Stato: oltre 770mila euro
La Procura ipotizza l’erogazione irregolare di ingenti risorse pubbliche, con un danno allo Stato quantificato in due tranche: 254.937,67 euro in un primo caso e 517.563,00 euro in un secondo, somme che sarebbero state destinate a una ditta per lavori mai eseguiti o realizzati solo in minima parte.









