8 Ottobre 2026
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Ucciso con un coltello diritto al cuore per pochi euro a Gasperina, condannato a 30 anni per l’omicidio Procopio

Danilo Viscomi, avrebbe ucciso la vittima la notte tra il 2 e il 3 ottobre 2024, per futili motivi, per un debito di poche decine di euro. Una lite sfociata poi in tragedia

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Si chiude con una condanna, il primo grado di giudizio nei confronti di Danilo Viscomi, 42 anni, di Gasperina, accusato di aver ucciso Antonio Procopio, di 38 anni, per futili motivi la notte tra il 2 e il 3 ottobre 2024, infilzandogli un coltello diritto al cuore. La Corte di assise di Catanzaro ha inflitto all’imputato, che risponde di omicidio volontario aggravato, la pena a 30 anni di reclusione, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, alla quale si sono associati le parti civili rappresentata dagli avvocati Nunzio Raiomondi, Sergio Sangiovanni e Antonio Lomonaco. Il legale difensore dell’imputato Alessandro Guerriero attenderà le motivazioni della sentenza per ricorrere in appello.  

Il movente 

Il movente un debito di poche decine di euro, Viscomi avrebbe preteso dalla vittima trenta euro e sarebbe stato proprio questo motivo banale a scatenare una lite iniziata intorno alle 21 all’interno di un bar di Gasperina, sedata da un conoscente. Una rabbia sopita solo per qualche ora per poi riaccendersi e sfociare in tragedia. Viscomi, secondo le ipotesi accusatorie, si sarebbe recato a casa, per poi uscirne armato di coltello, si sarebbe seduto su una panchina e lì avrebbe telefonato a Procopio, chiedendogli un faccia a faccia.

Il colpo mortale

I due si incontrano e verso le 23 dallo scontro verbale sarebbero passati all’aggressione fisica: Procopio avrebbe preso un casco da moto, gettandolo verso il rivale e come contropartita Viscomi gli avrebbe lanciato addosso una transenna comunale, poi l’incontro-scontro ravvicinato, il presunto assassino avrebbe sfoderato il coltello, colpendo la vittima all’addome. Una ferita fatale. Il 41enne è morto sul colpo. Il presunto assassino si sarebbe poi allontanato dal luogo del delitto, ma le testimonianze raccolte dai carabinieri della Compagnia di Soverato hanno consentito la sua identificazione e il suo arresto nel giro di poche ore. Durante l’interrogatorio di garanzia, Viscomi aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. 

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