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18 Maggio 2026
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‘Ndrangheta, droga e armi a Catanzaro: pesanti condanne per 23 imputati. Un’assoluzione (NOMI)

Regge in primo grado l'inchiesta della Dda nome in codice Secreta Collis su un'associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e alle armi

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Pesanti condanne sono state inflitte dal gup del Tribunale di Catanzaro a 23 dei 24 imputati, giudicati con rito abbreviato, coinvolti nella duplice organizzazione criminale, l’una operante nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti e l’altra dedita al traffico di armi, con l’aggravante mafiosa, con base operativa nel quartiere Gagliano di Catanzaro, nome in codice Secreta Collis.  

Le pene più alte a 20 anni di reclusione sono state inflitte  a Domenico Rizza al vertice del gruppo che avrebbe avuto a disposizione una quantità industriale di mitra, caricatori, pistole, fucili, proiettili, silenziatori, un vero e proprio arsenale nascosto in contrada Cuturella o in luoghi impervi e difficili da raggiungere nella zona Nord-Ovest di Catanzaro, sotterrati all’interno di bidoni e nascosti tra la vegetazione. Venti anni anche per il suo braccio destro, Marco Riccelli, e per il figlio di Domenico Vincenzo Rizza.

I contatti con le cosche calabresi

Ha retto in primo grado l’inchiesta della Dda di Catanzaro, secondo cui sarebbe stato Domenico Rizza a mantenere stretti contatti con le cosche calabresi per la cessione di armi, curandone le trattative per l’acquisto e la vendita, coadiuvato dal suo uomo di fiducia Marco Riccelli e il figlio di Domenico, Vincenzo Rizza, con cui avrebbero deciso gli spostamenti delle armi da un luogo a un altro, mentre Emanuele Le Pera, avrebbe assunto il ruolo di partecipe dell’associazione. Armi vendute alle più importanti cosche calabresi, dai Giampà di Lamezia, agli Arena di Isola, ai Mancuso di Limbadi, acquistate dalla ‘ndrangheta per difendersi nel periodo di conflitti tra gruppi e per commettere omicidi. Le attività intercettive e le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia hanno consentito di ricostruire il peso criminale di Domenico Rizza capace di fornire alla ‘ndrangheta armi in maniera trasversale. Una sola assoluzione è stata sentenziata dal giudice Giada Lamanna nei confronti di Loredana Ferraro come richiesto dall’avvocato difensore Nicola Tavano, mentre il pm aveva invocato 8 anni.

Le condanne inflitte dal gup e le richieste della Dda

Il giudice ha sentenziato nei confronti di Domenico Rizza, 20 anni (come richiesto in aula dal pubblico ministero); Marco Riccelli, 20 anni (come richiesto dalla Dda); Vincenzo Rizza, 20 anni (come richiesto dal pm); Emanuele Le Pera, 9 anni, 4 mesi e 13 giorni (il pm 16 anni); Rosario Caliò 11 anni (il pm 16 anni); Giuseppe Caliò 11 anni e 20 giorni (il pm 16 anni); Angelo Posca 13 anni, 1 mese e 17 giorni  (il pm 12 anni);Massimo Longo 12 anni, 7 mesi e 17 giorni(il pm 14 anni); Francesco Agostino  10 anni e 11 mesi (il pm 13 anni e 4 mesi); Raffaele Iiritano 5 anni e 20.400 euro di multa (il pm 10 anni); Andrea Caracciolo 11 anni, 3 mesi e 10 giorni (il pm 13 anni e 4 mesi);  Vittorio Falvo 5 mesi e 10 giorni (il pm 8 anni); Antonio Domanico 10 mesi (il pm 2 anni); Massimo Cubello 3 mesi e 20 giorni (il pm 1 anno e 6 mesi);Paolo Mazzoni(il pm 1 anni e 6 mesi); Giampaolo Tripodi, 9 anni, 9 mesi e 26 giorni (il pm 12 anni); Lorenzo D’Elia 11 mesi e 3 giorni ( il pm 8 anni); Alessandro Lanzo,5 mesi e 10 giorni (il pm 1 anno e 4 mesi); Sergio Rubino, 3 anni, 1 mese e 10 giorni (il pm 16 anni); Gaetano Muscia, 8 anni, 4 mesi e 34 mila euro (il pm 12 anni); Santina Pasqualone, 5 anni e 20.400 euro di multa (il pm 8 anni); Cristian Papasidero, 5 anni e 20.400 di multa (il pm 8 anni), Vittorio Gentile, 10 anni, 8 mesi e 20 giorni (il pm 13 anni e 4 mesi).

Le accuse

Gli imputati devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e associazione finalizzata al traffico di armi con l’aggravante di aver agevolato cosche di ‘ndrangheta, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, detenzione di droga. 

Il collegio difensivo

Nel collegio difensivo compaiono tra gli altri i nomi di Salvatore Staiano, Giuseppe Mussari, Gregorio Viscomi, Nicola Tavano, Antonio Ludovico, Francesco Catanzaro, Daniela Scarfone, Carlo Petitto, Stefano Nimpo, Francesco Severino Gregorio Buccolieri, Francesco Iacopino, Salvatore Iannone, Vitaliano Leone. 

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