Nuovo passaggio giudiziario per Antonio Astorino, 52 anni di Isola Capo Rizzuto, imputato nel processo Golgota, nato da un’inchiesta della Dda di Catanzaro sul traffico di droga e sugli assetti criminali dell’area di Isola Capo Rizzuto e Cutro. La Corte d’Appello di Catanzaro, prima sezione penale, ha concesso ad Astorino gli arresti domiciliari, sostituendo la misura cautelare in carcere attualmente in esecuzione. Il provvedimento è stato emesso dal collegio presieduto dal giudice Giancarlo Bianchi, con i consiglieri Pietro Scuri e Michele Ciociola. La Corte ha accolto l’istanza presentata dalla difesa rappresentata dall’avvocato Michele D’Agostino, disponendo che Astorino venga sottoposto agli arresti domiciliari
L’inchiesta Golgota
Il procedimento Golgota nasce da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, scattata il 10 febbraio 2021 con 36 arresti eseguiti dalla Polizia di Crotone. Secondo l’impianto accusatorio, l’indagine avrebbe disarticolato le nuove leve della cosca Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, ritenuta capeggiata da Salvatore Arena, detto “caporale”, e il ceppo dei “pecorari” dei Mannolo di San Leonardo di Cutro.
Al centro dell’inchiesta, secondo la Dda, vi sarebbe stato un giro di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Golgota viene considerata una costola di altre due importanti indagini sulla criminalità organizzata a Isola Capo Rizzuto: Jonny e Tisifone.
L’annullamento con rinvio della Cassazione
La decisione sui domiciliari arriva dopo il passaggio in Cassazione. La terza sezione della Suprema Corte aveva accolto il ricorso degli avvocati Michele D’Agostino, Alessandro Diddi e Giuseppe Gervasi, annullando con rinvio la sentenza di condanna a 21 anni emessa in secondo grado nei confronti di Astorino. L’annullamento riguarda il capo relativo all’associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e un episodio di spaccio, sui quali dovrà ora esserci una nuova rivalutazione davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro.
Nell’ordinanza con cui vengono concessi i domiciliari, la Corte richiama proprio la sentenza del 5 febbraio 2026 con cui la Cassazione ha annullato la statuizione di condanna per il reato associativo, rinviando alla stessa sezione per un nuovo esame. I giudici evidenziano inoltre che, allo stato, la misura cautelare resta mantenuta esclusivamente per una fattispecie relativa all’articolo 73 del Dpr 309/90.
Dalla condanna a 28 anni al nuovo appello
In primo grado Astorino, considerato dalla Dda promotore dell’organizzazione dedita al traffico di droga, era stato condannato a 28 anni di reclusione. In appello la pena era stata ridotta a 21 anni. Il procuratore generale aveva chiesto il rigetto del ricorso in Cassazione, ma i giudici di Piazza Cavour hanno disposto il rinvio a Catanzaro per un nuovo processo di appello sui capi indicati.
La valutazione sulle esigenze cautelari
Nel concedere i domiciliari, la Corte d’Appello ha tenuto conto del fatto che Astorino è ristretto dal 10 febbraio 2021 e ha ritenuto che, allo stato, le esigenze cautelari di natura preventiva possano essere contenute con una misura meno afflittiva rispetto al carcere. Da qui la sostituzione della misura inframuraria con gli arresti domiciliari, da eseguire a Isola Capo Rizzuto, con controlli affidati ai carabinieri territorialmente competenti.








