Polvere bianca venduta a 300 euro, un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina e marijuana a Catanzaro e dedita allo spaccio soprattutto nei quartieri Aranceto, Lido e Santa Maria su cui la Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 17 indagati, per fatti commessi dal mese di settembre 2017 fino a marzo 2018.
I nomi di coloro che rischiano il processo
Si tratta di Constantin Adrian Bhagat, romeno, 38 anni; Sebastiano Donnemma, di Catanzaro, 31 anni; Leye Kane, 44 anni, senegalese, residente a Catanzaro; Gianpaolo Danilo Lamanna, 44 anni di Catanzaro; Egidio Barberio, 31anni, di Catanzaro; Walter Pio Carmelo Berlingeri,26 anni di Catanzaro; Abdellah Cherkaoui, 36 anni, marocchino, residente a Lamezia; Giovanni Cimino, 29 anni, di Catanzaro; Nouredine Ennaoui, 34 anni di Catanzaro; Vincenzo Granato, 35 anni, di Napoli; Andrea Iemma, 33 anni, di Lamezia; Nicola Manetta, 38 anni, residente a Catanzaro; Domenico Napoli, 39 anni, residente a Caulonia; Marco Passalacqua, 29 anni, di Catanzaro; Vincenzo Purcaro, 29 anni, di Catanzaro; Hicham Sefiyaoui, 48 anni, residente a Lamezia; Giovanni Veneziano, 45 anni, di Catanzaro. Gli indagati, si devono difendere a vario titolo dalle ipotesi di accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga e di singole ipotesi di cessione di sostanza stupefacente.
I ruoli all’interno dell’organizzazione
A capo dell’associazione, secondo le ipotesi di accusa formulate dal sostituto procuratore Debora Rizza, Nicola Manetta, che avrebbe avuto il compito di dirigere e coordinare le attività di singoli sodali, individuando i canali di approvvigionamento e rifornendo le persone deputate allo spaccio per conto dell’organizzazione, mentre Giovanni Veneziano, Constantin Adrian Bhagat e Walter Pio Carmelo Berlingeri, in qualità di partecipi, sarebbero stati demandati allo svolgimento delle attività di distribuzione e cessione dello stupefacente in favore dei singoli assuntori nelle diverse aree della piazza di spaccio gestita dall’associazione. Ruoli distinti, ma concatenati, per la Procura, in modo da assicurare la funzionalità e il sincronismo delle varie attività illecite e i relativi guadagni, attraverso il reperimento di mezzi e delle persone necessarie ala realizzazione del programma criminale del sodalizio, raccogliendo gli introiti delle attività illecite.
L’udienza preliminare
L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 29 gennaio e il gup distrettuale Roberta Cafiero nel contraddittorio tra accusa e difesa, (rappresentata, tra gli altri, dagli avvocati Nicola Tavano, Giovanni Bardari, Francesco Mancuso, Vincenzo Arcidiacono, Francesco Severino), deciderà se accogliere o meno la richiesta della Direzione distrettuale antimafia.









