Una delibera della Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) introduce, a partire dal 2026, il diritto al rimborso automatico per gli automobilisti che subiscono disagi in autostrada dovuti a cantieri o a blocchi del traffico.
L’applicazione delle misure avverrà in due momenti distinti: la prima fase riguarderà i disagi verificatisi su tratte appartenenti allo stesso concessionario, mentre la seconda interesserà i percorsi che coinvolgono più gestori. Per tutto il periodo iniziale, fino a fine 2027, ART monitorerà il funzionamento del sistema e valuterà eventuali correttivi.
Criteri per ottenere il rimborso in caso di cantieri
Il diritto al rimborso dipende dalla lunghezza del percorso e dai ritardi generati dai cantieri. Per i tratti più brevi, fino a 30 chilometri, il rimborso sarà riconosciuto sempre, senza alcuna soglia minima di ritardo. Per i percorsi di media distanza, compresi tra 30 e 50 chilometri, il rimborso scatterà solo in presenza di un ritardo significativo, non inferiore ai dieci minuti. Per i tragitti più lunghi, oltre i 50 chilometri, sarà invece necessario uno scostamento di almeno un quarto d’ora rispetto ai tempi standard.
Tutele anche per pendolari e abbonati
Gli abbonati e i pendolari godranno delle stesse garanzie offerte agli utenti occasionali. Inoltre, se la presenza di lavori ridurrà in maniera rilevante la fruibilità del percorso abituale, essi potranno recedere dall’abbonamento.
Quando il rimborso non è previsto
Non sarà riconosciuto alcun indennizzo quando l’importo è inferiore ai 10 centesimi di euro, oppure quando sulla tratta è già attiva una riduzione del pedaggio.
Vengono inoltre esclusi i cantieri emergenziali, cioè quelli avviati per far fronte a incidenti, eventi meteo estremi, frane o interventi di soccorso. Nella fase iniziale del sistema non saranno rimborsati nemmeno i cantieri mobili, pur restando l’obbligo per i concessionari di garantire un’informazione chiara e aggiornata agli utenti.
Rimborsi in caso di blocco del traffico
Per i blocchi del traffico, l’indennizzo sarà proporzionale alla durata dell’interruzione.
Un blocco compreso tra un’ora e poco meno di due ore darà diritto a un rimborso pari alla metà del pedaggio; oltre le due ore, il rimborso salirà ai tre quarti; quando il blocco supererà le tre ore, l’utente potrà ottenere il rimborso integrale.
Un’unica App per gestire tutto
I rimborsi saranno gestiti tramite una App unica nazionale, utilizzabile per tutti i gestori autostradali e pensata per semplificare le procedure. Chi non vorrà utilizzarla potrà comunque richiedere l’indennizzo attraverso i canali tradizionali messi a disposizione dai concessionari, come i numeri verdi o i portali dedicati.
Come i concessionari recupereranno i costi
La disciplina sul rimborso entrerà nelle nuove concessioni e verrà integrata anche in quelle già attive mediante atti aggiuntivi. A regime, i concessionari non potranno recuperare gli importi rimborsati agli utenti attraverso aumenti del pedaggio.
Per le concessioni già vigenti è previsto un periodo transitorio, che consente un recupero graduale delle somme nei primi anni, con una riduzione progressiva fino al 2030. Secondo ART, l’impatto sulle tariffe sarà quasi impercettibile. Nel caso dei blocchi dovuti a forza maggiore, come eventi eccezionali dimostrabili, il recupero dei costi tramite pedaggio resterà invece possibile.







