La Procura ha concluso le indagini che coinvolgono Daniela Santanchè, senatrice di Fratelli d’Italia ed ex ministra del Turismo, insieme ad altre 15 persone. Le ipotesi di reato contestate riguardano bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato, nell’ambito delle vicende societarie legate ai fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta il passaggio che precede le eventuali decisioni della Procura sulle successive fasi del procedimento.
Le contestazioni sulla gestione societaria
Secondo l’impostazione accusatoria, negli anni sarebbero state effettuate operazioni economiche ritenute non coerenti con la reale situazione finanziaria delle società coinvolte. Tra gli aspetti evidenziati dagli inquirenti ci sarebbe anche la presunta distribuzione di dividendi non dovuti, perché gli utili effettivamente maturati dalle aziende sarebbero risultati inferiori rispetto alle somme erogate.
Nel mirino i dividendi degli anni 2015 e 2016
In particolare, le contestazioni riguarderebbero alcune distribuzioni di utili effettuate negli anni passati. Per il 2015 viene ipotizzata l’erogazione di dividendi per circa 4,1 milioni di euro, a fronte di risultati economici che, secondo l’accusa, non avrebbero consentito tale operazione. Un’ulteriore contestazione riguarda il 2016, quando sarebbe stata effettuata una distribuzione di circa 1,5 milioni di euro nonostante una situazione contabile considerata non regolare dagli investigatori.
Sotto esame anche compensi a dirigenti e amministratori
Le verifiche della Procura avrebbero riguardato anche i pagamenti destinati a dirigenti e amministratori delle società coinvolte. Gli inquirenti ipotizzano che alcune somme siano state corrisposte in un contesto caratterizzato da difficoltà economiche e criticità nei bilanci aziendali.
La vicenda giudiziaria dopo le dimissioni da ministra
Daniela Santanchè aveva lasciato l’incarico di ministra del Turismo nei mesi scorsi, dopo le vicende giudiziarie che l’avevano coinvolta. Con la chiusura delle indagini si apre ora una nuova fase del procedimento, durante la quale la Procura dovrà valutare gli eventuali sviluppi giudiziari sulla base degli elementi raccolti.











