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8 Aprile 2026
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Beirut sotto l’inferno dei raid israeliani: città in fiamme, è strage nelle strade

L'operazione "Oscurità eterna" colpisce il cuore del Libano: 160 bombe in dieci minuti lasciano dietro di sé centinaia di vittime e ospedali al collasso

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In una manciata di minuti, il volto di Beirut è stato stravolto da una violenza senza precedenti. Una massiccia ondata di attacchi aerei ha colpito simultaneamente diversi quartieri della capitale libanese, squarciando la quiete dal centro fino al lungomare, per poi accanirsi sulla periferia sud. Le testimonianze che filtrano dai quartieri densamente popolati sono agghiaccianti e descrivono “scene apocalittiche” che vedono edifici ridotti in macerie e colonne di fumo nero che si alzano da ogni angolo della città. Il panico tra i residenti è totale, mentre le strade si sono trasformate in un tragico scenario di guerra con cadaveri visibili tra i detriti.

Dieci minuti di fuoco e l’operazione Oscurità eterna

L’entità dell’attacco è confermata dai numeri forniti dai vertici militari. L’esercito israeliano ha messo in campo 50 caccia che, in un arco temporale di appena dieci minuti, hanno sganciato circa 160 bombe su cento obiettivi strategici. Questa offensiva fulminea è stata ribattezzata internamente “Oscurità eterna” e ha preso di mira non solo la capitale, ma anche la valle della Beqaa e diverse zone del Libano meridionale. L’obiettivo dichiarato dall’Idf era colpire circa 100 centri di comando di Hezbollah e infrastrutture militari, ma la potenza di fuoco scatenata ha avuto un impatto devastante su tutto il tessuto urbano circostante.

Vittime tra le macerie e l’emergenza negli ospedali

Il bilancio umano che arriva dalle fonti mediche è drammatico. Il capo della Croce Rossa libanese ha riferito che si contano già oltre 300 tra morti e feriti tra Beirut e la periferia meridionale di Dahiyeh, nota roccaforte di Hezbollah. Molte persone risultano ancora disperse e si teme siano intrappolate sotto ciò che resta delle loro abitazioni. Le strutture sanitarie della zona sono state letteralmente travolte dall’afflusso continuo di feriti, costringendo i medici a lavorare in condizioni di estrema pressione e precarietà.

Appelli urgenti per il sangue e soccorsi al limite

La situazione è talmente critica che le autorità sanitarie hanno lanciato un appello disperato a tutta la popolazione per la donazione di sangue, necessaria a gestire l’enorme numero di interventi chirurgici d’urgenza. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta, ma le ambulanze e le squadre di emergenza incontrano ostacoli enormi. I danni pesanti alle infrastrutture e la simultaneità dei bombardamenti hanno reso difficili i collegamenti, rallentando l’arrivo degli aiuti nei punti più colpiti. In questo clima di distruzione, il ministero libanese continua a contare decine di decessi e centinaia di feriti in quella che appare come una delle giornate più buie per la capitale.

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