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26 Maggio 2026
26 Maggio 2026
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Blitz della Finanza, scoperta maxi truffa fotovoltaico da 80 milioni: perquisizioni in tutta Italia

Operazione contro il "gruppo Voltaiko": 6.000 vittime di un meccanismo piramidale transnazionale. Allarme truffe green che colpiscono i risparmiatori

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Una vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia ha svelato una presunta maxi-truffa nel settore del fotovoltaico, con un volume di investimenti stimato in circa 80 milioni di euro a livello nazionale. La complessa indagine, coordinata dal pm Marco Imperato della Procura di Bologna, è stata eseguita dal Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Bologna e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per l’Emilia-Romagna.

L’azione delle Forze dell’Ordine ha portato all’esecuzione di numerose perquisizioni domiciliari in diverse regioni italiane e al sequestro preventivo d’urgenza del portale web www.voltaiko.com, oltre al blocco di 95 conti correnti riconducibili all’omonimo gruppo societario. Si stima che circa 6.000 persone in Italia siano state persuase a investire, con un potenziale impatto significativo anche sulla comunità e sui risparmiatori in Calabria.

Lo schema piramidale e la proposta green fittizia

Secondo le risultanze investigative, è stato individuato un gruppo criminale transnazionale strutturato in modo piramidale. La truffa era abilmente camuffata sotto le vesti di una seducente “proposta green” di investimenti nel settore delle energie rinnovabili.

L’elemento chiave del raggiro era l’assenza di realtà fisica: l’investimento non prevedeva l’installazione di impianti fotovoltaici concreti, ma un presunto “noleggio” di pannelli inesistenti, che sarebbero stati collocati in fantomatici “Paesi ad alta produttività energetica”. Gli investitori venivano allettati con la promessa di rendimenti mensili o trimestrali in “energy point“. Le somme investite venivano vincolate per tre anni, meccanismo che ha permesso al gruppo di allargare enormemente la leva finanziaria e di attrarre un capitale ingente prima che il castello di carte crollasse. Il danno è aggravato dal fatto che il raggiro avrebbe colpito, in diversi casi, anche persone fragili.

Criptovalute e lingotti sequestrati

Nel corso delle perquisizioni, le Forze dell’Ordine hanno raccolto materiale probatorio cruciale e proceduto al sequestro di beni di valore. Tra gli asset recuperati figurano criptovalute, diversi dispositivi elettronici, lingotti d’oro e svariati beni di lusso.

L’operazione evidenzia ancora una volta la necessità di un’estrema cautela negli investimenti online e l’importanza della collaborazione tra le Procure e i reparti specializzati nella sicurezza cibernetica, fondamentali per disarticolare le reti criminali che utilizzano piattaforme digitali per colpire i risparmiatori, ovunque si trovino, da nord a sud.

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