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14 Marzo 2026
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Bomba su macchinina radiocomandata in un garage: artificieri in azione, indagini a tappeto

Durante un controllo antidroga a Fidene, provincia di Roma, la Squadra Mobile trova un ordigno montato su una macchinina telecomandata, insieme a oltre 16 chili di droga

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Un controllo antidroga si trasforma in una scoperta da brivido in un garage della zona di Fidene, a Roma. Gli agenti della Squadra Mobile, impegnati in servizi di contrasto allo spaccio, trovano tra bilancini, materiali per confezionare dosi e un trolley pieno di hashish e marijuana, una macchinina radiocomandata. Ma non è un giocattolo: sull’abitacolo è stato montato un ordigno pronto a esplodere.

Il ritrovamento avviene durante un’ispezione nel box, quando la polizia nota un involucro di polistirolo. All’interno, una bomba costruita artigianalmente: struttura della macchinina completa di motorino elettrico, tre artifici esplosivi, una testina di accensione, e un radiocomando a forma di volante alimentato da quattro batterie.

Il garage blindato e l’intervento degli artificieri

Appena riconosciuta la natura dell’oggetto, gli agenti danno l’allarme. Sul posto arrivano in pochi minuti i vigili del fuoco e gli artificieri, che mettono in sicurezza l’area e procedono al disinnesco della bomba. L’ordigno viene poi sequestrato per gli accertamenti.

Nel garage vengono trovati anche una borsa e un trolley con circa 16 chili e mezzo di droga tra hashish e marijuana, oltre a strumenti di pesatura e confezionamento: un arsenale tipico dello spaccio organizzato.

Un ordigno pronto ad essere telecomandato

Secondo le prime valutazioni, la bomba poteva essere posizionata e fatta esplodere a distanza tramite il telecomando della macchinina radiocomandata. Un sistema semplice ma potenzialmente devastante, capace di essere azionato con un click.

Gli investigatori stanno cercando di capire chi abbia confezionato la bomba, con quali materiali e soprattutto per quale obiettivo.

Le indagini della Scientifica: caccia al costruttore della bomba

L’intero materiale – droga, attrezzatura, ordigno – è stato affidato alla polizia Scientifica, che nei prossimi giorni effettuerà analisi e perizie tecniche su componenti, impronte, residui e circuiti elettronici. La priorità è identificare la mano che ha costruito l’ordigno e comprendere se fosse parte di un progetto più ampio o una vendetta mirata.

Gli investigatori non escludono alcuna pista: dal possibile uso per intimidazioni nel mondo dello spaccio, fino a regolamenti di conti all’interno della criminalità romana.

La domanda ora è una sola: chi stava per far esplodere quella bomba, e contro chi?

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