6 Ottobre 2026
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Caso Garlasco, Sempio difende la condanna di Stasi: “Non mi convince il racconto alternativo”

Il nuovo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi non condivide le ricostruzioni che ipotizzano un errore giudiziario

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Nel pieno della nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, Andrea Sempio prende posizione sulla condanna di Alberto Stasi. Intervistato da Porta a Porta, il 38enne, oggi indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio avvenuto a Garlasco nel 2007, ha escluso che nei confronti dell’ex fidanzato della vittima ci sia stato un errore giudiziario. “Secondo me la condanna è giusta”, ha affermato Sempio durante l’intervista, riferendosi alla sentenza con cui Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi.

“Non mi convince il racconto alternativo”

Sempio ha spiegato di non condividere alcune delle ricostruzioni che, negli ultimi mesi, hanno messo in discussione la responsabilità di Stasi e alimentato l’ipotesi di un errore giudiziario. “Ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente”, ha dichiarato. Il riferimento è alle ricostruzioni alternative emerse nel dibattito sul caso Garlasco, anche alla luce degli elementi acquisiti dalla nuova inchiesta. Sempio ha aggiunto di ritenere più convincenti alcune delle spiegazioni già fornite all’epoca delle indagini e del processo. “Alcune cose che vengono sollevate non mi convincono. Mi sembra che siano più logiche e spiegate come sono state spiegate ai tempi”, ha aggiunto.

Sempio resta indagato per l’omicidio di Chiara Poggi

Le dichiarazioni arrivano mentre la posizione di Sempio è al centro della nuova indagine della Procura di Pavia. La Procura ha recentemente chiuso nuovamente le indagini nei suoi confronti, indicando Sempio come responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi; gli atti comprendono nuovi accertamenti e consulenze raccolti nel corso dell’inchiesta.

Sempio respinge le accuse e, nei giorni scorsi, aveva sostenuto di non ritenere che gli elementi raccolti fossero sufficienti per arrivare a un processo. Ha inoltre contestato alcuni degli indizi al centro dell’indagine, tra cui la cosiddetta impronta 33. La sua posizione sulla vicenda Stasi si inserisce dunque in un quadro giudiziario ancora aperto: da una parte c’è una condanna definitiva a 16 anni, dall’altra una nuova inchiesta nella quale Sempio è indagato per lo stesso omicidio.

La nuova fase giudiziaria

La Procura di Pavia, dopo la chiusura delle nuove indagini, si prepara a valutare i successivi passaggi processuali nei confronti di Sempio. Parallelamente, la difesa di Stasi continua a lavorare sulla possibile richiesta di revisione della condanna, alla luce degli elementi emersi nella nuova inchiesta.

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