La Procura di Milano ha richiesto il rinvio a giudizio per Antonio Lenoci, carabiniere di 39 anni che guidava l’auto durante l’inseguimento dello scooter su cui viaggiava Ramy Elgaml la sera del 24 novembre 2024. L’accusa a suo carico è di omicidio stradale con “eccesso colposo nell’adempimento del dovere”, un capo di imputazione emerso dalle indagini che hanno analizzato la dinamica della corsa ad alta velocità tra il veicolo dei militari e il motorino guidato da Fares Bouzidi.
Sei militari coinvolti per falso e depistaggio
Oltre a Lenoci, la Procura ha chiesto il processo per altri sei militari. Le accuse riguardano, a vario titolo, falso, depistaggio e favoreggiamento. In particolare, i pm contestano la presunta cancellazione di video di testimoni, la compilazione di verbali con informazioni non corrette e comunicazioni ingannevoli rese agli inquirenti durante le indagini.
La dinamica dell’incidente
Quella sera, Bouzidi aveva ignorato un alt dei carabinieri e, insieme a Ramy, ingaggiato un inseguimento lungo circa otto chilometri. All’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta, lo scooter perse il controllo e si schiantò contro un palo semaforico e un’aiuola. Ramy, 19 anni, morì poche ore dopo, mentre Bouzidi è accusato di omicidio stradale aggravato per guida senza patente e per tratti contromano. La vettura più vicina, guidata dal vicebrigadiere Lenoci, aveva mantenuto una distanza e velocità considerate insufficienti a prevenire la tragedia.
Procedimento e prossimi passaggi
Il rinvio a giudizio segue la chiusura delle indagini notificata il 16 febbraio 2026 dai pm Giancarla Serafini, Marco Cirigliano e Paolo Ielo. Il procedimento dovrà ora chiarire le responsabilità dei carabinieri coinvolti, distinguendo tra il ruolo diretto nell’incidente e eventuali condotte che hanno ostacolato le indagini.









