La Procura di Roma valuta il ricorso alla Corte costituzionale sul caso delle chat tra Andrea Delmastro e Andrea Caroccia. La decisione arriverà dopo il voto dell’Aula della Camera previsto per il prossimo 30 luglio sull’autorizzazione richiesta dai magistrati.
Ieri la Giunta delle autorizzazioni a procedere di Montecitorio ha infatti respinto la richiesta della Procura di acquisire le conversazioni tra l’ex sottosegretario alla Giustizia e il ristoratore Andrea Caroccia.
La questione dell’accesso alle chat
Al centro del confronto c’è la possibilità per gli inquirenti di utilizzare i messaggi scambiati tra Delmastro e Caroccia nell’ambito di un’indagine che riguarda il ristoratore, condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni aggravata dall’agevolazione del clan camorristico dei Senese.
Dopo il diniego della Giunta, la Procura capitolina sta valutando se sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta, ritenendo necessario un pronunciamento sul perimetro dei poteri tra autorità giudiziaria e Parlamento.
La parola passa all’Aula
La decisione definitiva spetterà ora alla Camera, chiamata a votare il 30 luglio sulla questione. Solo dopo quel passaggio i magistrati potranno definire la strategia da adottare.
Il caso si inserisce nel delicato equilibrio tra le esigenze investigative della magistratura e le prerogative parlamentari, con la Corte costituzionale eventualmente chiamata a stabilire i confini tra i due poteri dello Stato.











