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24 Marzo 2026
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Clima, allarme globale: la terra supera i suoi limiti. Record di calore nel 2025, conseguenze per secoli

L’Onu lancia l’allerta: “Indicatori tutti in rosso”. I sistemi di allerta precoce possono salvare vite e miliardi

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Il 2025 segna un punto di non ritorno simbolico e scientifico: la quantità di calore accumulata dalla Terra ha raggiunto un livello record. A certificare il dato è l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm), che nel suo rapporto annuale sullo stato del clima introduce un indicatore chiave finora poco discusso nel dibattito pubblico: lo squilibrio energetico terrestre.

In un sistema climatico stabile, l’energia solare in entrata e quella restituita nello spazio si equivalgono. Oggi non è più così. L’aumento delle concentrazioni di gas serra – anidride carbonica, metano e protossido di azoto – sta trattenendo calore, alimentando il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento delle temperature oceaniche.

Guterres: “Il clima è in stato di emergenza”

Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, non usa mezzi termini:
Il clima globale è in stato di emergenza. La Terra viene spinta oltre i suoi limiti. Tutti i principali indicatori climatici lampeggiano in rosso”.

Un monito che si accompagna a un appello concreto: accelerare il programma globale di allerta precoce. “Dobbiamo fare in modo che ogni persona sulla Terra sia protetta da sistemi di avviso salvavita”, ha sottolineato.

Il costo umano ed economico

I numeri raccontano una crisi già in atto. Tra il 1970 e il 2021, gli eventi meteorologici estremi hanno provocato quasi 2 milioni di morti e perdite economiche stimate in 4.300 miliardi di dollari.

Secondo la Banca Mondiale, investire in sistemi di allerta universali potrebbe evitare ogni anno: almeno 13 miliardi di dollari di danni patrimoniali; fino a 22 miliardi di dollari di perdite occupazionali

Un semplice anticipo di 24 ore negli avvisi può ridurre i danni causati da tempeste e ondate di calore fino al 30%.

Uno squilibrio destinato a durare

Il dato più inquietante riguarda la prospettiva temporale. Lo squilibrio energetico – monitorato dagli anni Sessanta – ha registrato un’accelerazione significativa negli ultimi due decenni, culminando nel record del 2025.

Secondo la segretaria generale dell’Omm, Celeste Saulo: “Le attività umane stanno alterando sempre più l’equilibrio naturale e dovremo convivere con queste conseguenze per centinaia, persino migliaia di anni”.

Tra prevenzione e adattamento

Se la traiettoria appare segnata, resta margine per limitare i danni. L’estensione dei sistemi di monitoraggio climatico e di allerta precoce, insieme alla riduzione delle emissioni, rappresenta oggi la linea di difesa più immediata e concreta. Non si tratta più soltanto di mitigare il cambiamento climatico, ma di gestirne gli effetti in un mondo che ha già superato una soglia critica.

*ANSA

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