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18 Febbraio 2026
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Europol e Italia uniti contro la ‘ndrangheta: 24 Paesi “all together” contro le reti criminali più pericolose

Kick-off Empact: il Project leader italiano presenta i risultati del Progetto I-can, tra arresti record, database Interpol e nuove strategie contro narcotraffico, riciclaggio e connessioni globali

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Alla sede di Europol, il Project leader italiano del Progetto I-can ha illustrato i progressi e l’evoluzione del programma internazionale contro la ‘ndrangheta in occasione del kick-off della priorità Empact “Mtcni – Most Threatening Criminal Networks and Individuals”. All’incontro hanno partecipato circa 40 Paesi, inclusi Stati extra-Ue come Australia, Brasile, Ucraina e Usa.

La minaccia globale della ‘ndrangheta

Il primo dirigente della Polizia di Stato, Simone Pioletti, ha sottolineato come la ‘ndrangheta, definita struttura policriminale ibrida, sfrutti criptovalute e intelligenza artificiale per il riciclaggio di denaro e come mantenga legami con altre organizzazioni criminali internazionali. “Parliamo di un broker mondiale del traffico di cocaina che opera connesso a reti criminali globali. Solo la cooperazione internazionale ci permette di contrastarla efficacemente”, ha dichiarato Pioletti.

I numeri record del Progetto I-can

Dal 2020, il progetto ha permesso 171 arresti di soggetti legati alla ‘ndrangheta, di cui 64 latitanti, in oltre 30 Paesi, con sequestri ingenti di denaro, droga e armi. Il 2025 ha segnato un nuovo record: 67 arresti, di cui 13 latitanti, in 14 Paesi.

Il Crime Analysis File (CAF), operativo dal 2022 e condiviso tra i 24 Paesi aderenti, conta oggi 128mila entità censite, diventando il secondo database Interpol per quantità di dati.

“Con l’adesione di Cile, Panama, Costa Rica e Lussemburgo, la lotta alla ‘ndrangheta diventa realmente globale”, ha aggiunto Raffaele Grassi, vice capo della Polizia e direttore centrale della Polizia criminale.

Empact e la strategia europea

Il kick-off consolida la collaborazione tra I-can e Empact, piattaforma della Commissione europea, che nel biennio 2026-2027 coinvolgerà circa 60 Paesi in 285 azioni operative. L’obiettivo è chiaro: contrastare e disarticolare le organizzazioni criminali più pericolose che minacciano l’Europa e il mondo.

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