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27 Aprile 2026
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Fondi Berlusconi, Marcello Dell’Utri a processo: sotto la lente i 42 milioni ricevuti dal Cavaliere

Il Gup di Milano dispone il rinvio a giudizio per l'ex senatore e la moglie Miranda Ratti. L'accusa riguarda i maxi-bonifici ricevuti dal fondatore di Forza Italia: prima udienza fissata per il prossimo 9 luglio.

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Si aprirà il 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano il processo a carico di Marcello Dell’Utri e della moglie, Miranda Ratti. La decisione è stata assunta oggi dal Gup Giulia Marozzi, che ha accolto la richiesta della Procura in merito alla complessa vicenda delle elargizioni milionarie ricevute dall’ex senatore. Il caso era approdato nel capoluogo lombardo nel marzo 2025, dopo che i legali della difesa, gli avvocati Francesco Centonze e Filippo Dinacci, avevano ottenuto il trasferimento del fascicolo da Firenze per incompetenza territoriale.

Il fulcro dell’indagine: otto bonifici milionari

Al centro del dibattimento processuale figurano circa 42 milioni di euro che l’ex senatore di Forza Italia avrebbe ricevuto da Silvio Berlusconi attraverso otto distinti bonifici. Secondo l’ipotesi accusatoria, tali somme rappresenterebbero donazioni sospette su cui la magistratura intende fare piena luce per verificarne la liceità e la corretta rendicontazione. Va tuttavia sottolineato che, a causa dei tempi tecnici e del passaggio tra i vari uffici giudiziari, una parte delle transazioni finite originariamente nell’inchiesta risulta già coperta dalla prescrizione, circostanza che ridimensiona l’arco temporale dei fatti contestabili in aula.

La strategia difensiva e le prossime tappe

I legali di Dell’Utri hanno sin dall’inizio sostenuto la legittimità di tali somme, inquadrandole come manifestazioni della storica amicizia e del legame professionale tra i due uomini. Il trasferimento del processo a Milano ha segnato una prima vittoria procedurale per la difesa, ma la decisione odierna della dottoressa Marozzi riporta l’attenzione sul merito dei flussi finanziari. Il dibattimento di luglio rappresenterà dunque un passaggio cruciale per definire la natura di quello che è stato ribattezzato come il “tesoretto” ricevuto dal Cavaliere e per stabilire se vi siano stati profili di irregolarità sanzionabili penalmente.

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